DROGA: GDF TRIESTE SMANTELLA BANDA ITALO-MAROCCHINA,26 ARRESTI
(AGI) - Trieste, 12 dic. - Ventisei arresti, 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sequestrata una tonnellata di hashish per 2 milioni e mezzo di euro e ingenti valori patrimoniali dopo oltre 20 perquisizioni domiciliari. Questo il bilancio di una vasta operazione antidroga della Guardia di Finanza di Trieste che ha smantellato un’organizzazione di trafficanti italo-marocchina in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza di Parma, Reggio Emilia, Forli’, Ravenna, Brescia, Varese, Verona, Treviso e Padova. Le indagini, durate un anno, sono state dirette nei confronti di appartenenti ad un ramificato sodalizio criminoso che importava enormi quantitativi di hashish ed anche cocaina provenienti dal Nord Africa. Un centinaio gli uomini impiegati nel blitz con l’ausilio delle unita’ cinofile delle Fiamme Gialle. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Trieste su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia.
L’organizzazione e’ stata colpita anche nelle sue disponibilita’ patrimoniali con il sequestro di un grande capannone industriale che figurava come vivaio per piante e pero’ serviva da copertura per l’occultamento e la custodia dei carichi di droga prima della redistribuzione su tutto il territorio nazionale. Il magazzino, localizzato dagli investigatori nel corso di pedinamenti e appostamenti effettuati con il supporto delle piu’ sofisticate tecniche investigative, e’ nelle vicinanze di Torrile, una piccola localita’ in provincia di Parma. All’interno oltre a merce varia ed effettivamente un vivaio, anche una sorta di magazzino, punto d’appoggio sicuro per stivare temporaneamente lo stupefacente in attesa di diffonderlo nel circuito dello spaccio nazionale. La droga prendeva poi la strada della Lombardia, della Toscana, del Veneto e delle Marche, dove lo spaccio veniva gestito sempre da marocchini in collaborazione con italiani ben inseriti nell’ambiente dei consumatori di sostanze stupefacenti. Sotto sequestro anche il conto corrente di uno dei marocchini al vertice del gruppo criminale sul quale transitavano i guadagni ed i flussi finanziari provento del traffico di stupefacenti. Durante uno dei ripetuti arresti in flagranza dei corrieri dell’organizzazione, due marocchini - vistisi in trappola - non hanno esitato a speronare l’auto dei finanzieri che li inseguiva, tentando poi una fuga nei campi. (AGI)
Cli/Ts/Vic