LA NOTIZIA:DA OCSE A CONFINDUSTRIA,CRISI NON SI FERMA(ORE19)

(AGI) - Roma, 31 mar. - Non si allenta la morsa della crisi. La conferma arriva dai principali istituti economici internazionali, dall’Ocse alla Banca Mondiale, al Fondo monetario internazionale che si prepara a rivedere al ribasso le stime sul Pil italiano, previsto a gennaio in calo del 2,1% nel 2009. Le nuove proiezioni, ha spiegato una fonte del Fondo, saranno molto piu’ basse della vecchia previsione ma comunque “leggermente migliori” rispetto al calo previsto dall’Ocse.

Secondo l’organizzazione di Parigi il Pil italiano subira’ infatti una contrazione del 4,3% nel 2009 e dello 0,4% nel 2010. La recessione, si legge nell’ Economic Outlook, e’ destinata a diventare “piu’ profonda nel 2009 a causa della forte caduta degli investimenti, della contrazione dei mercati dell’export e dell’incertezza che colpira’ la spesa al consumo”. La ripresa “sara’ lenta e la disoccupazione crescera’ profondamente quest’anno e nel 2010″, attestandosi rispettivamente al 9,2% e al 10,7%.

L’inflazione e’ attesa “vicina allo zero entro la fine del prossimo anno”: dovrebbe attestarsi allo 0,7% sia nel 2009 che nel 2010. Mentre il deficit si ampliera’ raggiungendo quasi il 5% del Pil nel 2009 e il 6% nel 2010. Per la Banca mondiale quest’anno il Pil globale dovrebbe scendere dell’1,7% e quello di Eurolandia del 2,7%. Per il 2010 e’ atteso un ritorno a “una crescita debolmente positiva”. Male anche le previsioni per il commercio: i volumi subiranno una contrazione del 6,1% rispetto al 2008, “la piu’ grossa da 80 anni a questa parte”.

Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,i numeri sull’occupazione “sono preoccupanti e le previsioni negative”. Il premier ricorda che “ci saranno, secondo le stime, 20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010″ e mette in guardia: “L’economia mondiale e quella italiana dovranno affrontare “ancora almeno due anni, due anni e mezzo di difficolta’”, a seguito della crisi. Impietosi i dati di Confindustria che stima un crollo della produzione industriale italiana: a marzo scende del 20,1% su base tendenziale, dopo il crollo del 20% segnato a febbraio. Su base mensile la contrazione e’ del 2,7% e segue il -3,7% di febbraio. La contrazione della domanda si traduce in una riduzione significativa delle commesse alle imprese: i nuovi ordini diminuiscono a marzo 2009 sia su febbraio (- 6,6%, dati destagionalizzati) sia su marzo 2008 (-12,1%, dati grezzi). A febbraio erano scesi del 6,6% su gennaio e del 10,3% su base annua. Intanto l’Istat certifica la frenata dell’inflazione che tocca i minimi da 40 anni: l’indice nazionale dei prezzi al consumo e’ cresciuto a marzo dello 0,1% su base mensile e dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2008. E’ la piu’ bassa variazione tendenziale dal febbraio 1969.

Ma i consumatori lanciano l’allarme sulla spesa alimentare: quest’anno ogni famiglia potrebbe spendere fino a 560 euro in piu’ per mangiare. (AGI)

Gio