FIAT: RADICALI, GOVERNO BERLUSCONI INERTE E INETTO
(AGI) - Roma, 30 mag. - “Siamo stati facili profeti: grazie alle pressioni di Gerard Schroder, ex cancelliere tedesco ormai factotum di Putin in Europa, il gruppo Magna si aggiudichera’ il controllo di Opel, quando non noi ma tutti gli analisti erano concordi nell’affermare che il piano industriale proposto da Marchionne era migliore”. Lo dicono Marco Cappato e Bruno Mellano (Lista Bonino/Pannella), che aggiungono: “Ne era convinta anche il cancelliere Angela Merkel ma ha anteposto gli interessi elettorali a breve termine a quelli economici a lungo termine. E’ bene ricordare che i socialdemocratici tedeschi avevano appoggiato incondizionatamente Magna fin dall’inizio, ancor prima di conoscere le proposte della Fiat. Gli Stati Uniti sono soddisfatti di avere ridimensionato le ambizioni di Marchionne, che, in caso di successo nell’affaire Opel, poteva sottrarre altro mercato a General Motors”.
Gli esponenti radicali concludono: “Chi ha perso? Ha perso il ’sistema Italia’: il governo Berlusconi, non volendo scontentare l’ ‘amico Putin’, e’ rimasto alla finestra a guardare la lobby filo-russa farla da padrone in casa dei tedeschi. In futuro, quante altre volte si ripetera’ questo schema? Gli industriali italiani forse qualche preoccupazione devono porsela. Ha perso il ’sistema Unione europea’: e’ ormai evidente l’esistenza di un asse russo-tedesco che non copre piu’ solamente il gas ma si estende ad altri rami economici e finanziari. Un asse che persegue propri interessi che non collimano (nel caso dei gasdotti sono concorrenti) con quelli dell’Unione europea, un’ Unione sempre meno unita e coesa. A una settimana dal voto europeo, e’ troppo chiedere che i politici italiani prendano posizione anche su questo e non solo sul ‘caso Noemi’ o sulle foto di Villa Certosa?”. (AGI)
Cav