URBANISTICA: LEGAMBIENTE, NO A COLATE CEMENTO SU CARLOFORTE
(AGI) - Cagliari, 18 giu. - “Quel piano avrebbe danneggiato gravemente gli interessi paesistici e ambientali di Carloforte concedendo un’eccessiva potenzialita’ costruttiva specialmente nelle zone residenziali e periferiche. Siamo soddisfatti dunque che il Tar abbia accolto le nostre richieste. La vocazione dell’isola di San Pietro non e’ fatta di colate di cemento, il suo futuro dovrebbe parlare invece di salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio che sappia coniugare turismo e sostenibilita’”. Cosi’ il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri commenta la sentenza del Tar Sardegna che ha accolto la richiesta d’annullamento del Puc di Carloforte presentata da Legambiente.
Approvato nel 2004 il piano dell’isola di San Pietro era stato elaborato speditamente per dare alla cittadina il suo primo strumento urbanistico. Da subito Legambiente aveva espresso contrarieta’, contestando il complessivo aumento delle cubature edificabili, pari ad un milione e 903 mila metri cubi: in pratica veniva proposto il raddoppio delle volumetrie di tutti gli edifici esistenti. Parte delle volumetrie ricadenvano su aree umide come le saline e avrebbero anche stravolto l’assetto storico-urbanistico di Carloforte. L’associazione ambientalista, inoltre, si era opposta alla cementificazione di aree di grande interesse che gli studi preparatori del Piano territoriale paesistico (Ptp 14), viceversa, classificavano come “meritevoli di un vincolo di assoluta immodificabilita’”.
Dopo il rigetto, nella sentenza di ottobre, della previsione di una nuova zona artigianale-industriale nell’ex zona umida dei Pescetti (da sempre non edificata), il Tar ha considerato “fondate le censure proposte con i motivi indicati, investendo il Puc nel suo complesso”, con conseguente accoglimento del ricorso e annullamento in toto del Puc. (AGI)
Red-