GOVERNO: INDUSTRIALI NAPOLI CHIEDONO LEGGE AD HOC PER CITTA’
(AGI) - Napoli, 30 giu. - Dopo quella del 1885 per risanare Napoli dopo un’epidemia di colera, dopo quella del 1904 che tenta’ di lanciarla come citta’ industriale, gli industriali napoletani vogliono una nuova legge speciale per Napoli. A dirlo con forza, davanti al premier Silvio Berlusconi, e’ il presidente degli imprenditori partenopei Gianni Lettieri. “Presidente - scandisce dal palco del San Carlo durante la relazione per l’assemblea annuale - con nuovi e diversi presupposti, con una nuova e diversa classe dirigente, noi chiederemo una legge ad hoc per Napoli”. Lettieri sembra gia’ parlare da candidato alla presidenza della Regione per il Pdl, come lo designano gia’ organi di stampa locale (ma due anni fa l’investitura arrivo’ a sorpresa proprio da Berlusconi durante l’assemblea, e lui declino’). E indica che la legge deve identificare “missione e profilo identitario per la citta’ e per il suo tessuto produttivo”, individuare “assi strategici su cui investire”, selezionare “interventi strutturali”, dando contemporaneamente un cronoprogramma e prevedendo “soprattutto poteri speciali per una rapida realizzazione” degli obiettivi. Non mancheranno, assicura, “apporti imprenditoriali e capitali privati anche internazionali”, anzi, le risorse finanziarie non sono un problema, dati i fondi Cipe non spesi, le risorse europee del Fse e dell’Obiettivo convergenza, i fondi Fas, che “non devono piu’ essere utilizzati per altri fini”. “Si deve puntare alla qualita’ della spesa pubblica, su progetti realistici, sulla capacita’ di realizzarli con un grande ritorno per il paese”, perche’ il progetto ‘Napoli futura’, come lo chiama Lettieri, fara’ si’ che la citta’ contribuisca alla ricchezza nazionale “piu’ dell’attuale misero 3%”. In Campania, aggiunge Lettieri, c’e’ aria di novita’, “di una nuova fase che rompa gli stanchi schemi sui quali vive la politica locale”, e gli imprenditori, con le loro proposte che “avrebbero potuto dare il senso della svolta, evitato mortificazioni”, “meritavano di sicuro interlocutori istituzionali piu’ attenti, disponibili al dialogo, proiettati al cambiamento”. Pero’ “non si arrendono”, “con coraggio sono pronti ad assumere sempre piu’ ampie responsabilita’”, dice, quasi ammettendo di essere pronto a guidare una amministrazione dopo gli industriali partenopei. Lettieri prossimo presidente della Regione?, chiede qualche ingenuo cronista all’attuale, Antonio Bassolino, davanti al teatro San Carlo dove si tiene l’assemblea degli imprenditori. “Che c’entro io? - e’ la risposta - non mi riguarda. Io assisto, guardo, sento, ascolto il dibattito nel centrodestra. Ma non credo che questa sia la sede per decidere. Non mi risulta sia la sede di un partito”. (AGI)
Lil