INFLAZIONE: CGIL, PAESE E’ IN PESSIMO STATO SALUTE
(AGI) - Roma, 31 lug. - “Quel che puo’ apparire come una buona novita’ in realta’ e’ una cattiva notizia. L’inflazione di luglio, stimata attorno allo zero e addirittura negativa se armonizzata a livello europeo (Ipca), segnala un pessimo stato di salute del nostro Paese. Il rischio di deflazione dell’intera economia e’ molto alto”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, in merito alla stima dell’Istat sull’indice dei prezzi al consumo.
Per il dirigente sindacale “la dinamica cosi’ negativa dei prezzi rappresenta l’ennesimo segnale di un ciclo economico depresso e alla deriva. Accanto all’inflazione esaurita, vanno messi in fila un po’ di numeri. Il Pil - continua Megale - conta una flessione del -6%, circa un punto in meno degli altri paesi dell’Area Euro; la produzione industriale a giugno e’ tendenzialmente scesa di altri meno 20 punti; il bacino dell’occupazione a rischio aumenta e se abbiamo gia’ perso oltre 200mila posti di lavoro solo nel primo trimestre di quest’anno, non ci vuole molto a contarne almeno 700mila a fine anno; piu’ di 8 milioni di poveri nel 2008 a cui si aggiungo circa 2,8 milioni di famiglie a rischio poverta’, che si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno. L’economia italiana si sta avvitando, contorcendo”.
“Non e’ troppo tardi per attivare quelle politiche economiche e fiscali che il governo sin qui ha accuratamente e ostinatamente evitato di varare. Bisogna sostenere la domanda interna e, in particolare i consumi, attraverso il sostegno dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Non esiste ripresa - conclude Megale -, tanto meno quella ottimisticamente immaginata nell’ultimo Dpef, senza una manovra antirecessiva vera”. (AGI)
Red/Ila