INFLAZIONE: CERM, TROPPO PRESTO PER RIPRESA ECONOMICA
(AGI) - Roma, 31 ago. - La disinflazione italiana sembra gia’ conclusa, mentre l’ipotesi di deflazione puo’ dirsi definitivamente accantonata. Secondo il direttore del Cerm Fabio Pammolli, “il dato e’ di rilievo soprattutto se letto alla luce sia dell’inflazione nell’Area Euro, sia dell’inflazione italiana dei prezzi alla produzione dello scorso mese di luglio. Da un lato, in Area Euro ad agosto i prezzi continuano a ridursi su base annuale, e fanno registrare un -0,2%, dal -0,7% di luglio.
Dall’altro lato, solo il mese scorso i prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono diminuiti del -7,5% su base annuale e del -0,4% su base mensile, continuando una caduta in atto ormai da settembre/ottobre dello scorso anno”.
Il direttore del Cerm rileva che “i prezzi al consumo riprendono a crescere, in controtendenza rispetto all’Europa e, soprattutto, nonostante i prezzi alla produzione continuino a contrarsi in maniera significativa. Si tratta di due contrasti troppo evidenti per passare inosservati. La ricomparsa dell’inflazione in fase di ripresa del Pil sarebbe da valutarsi come una naturale conseguenza della riattivazione di quel circuito di domanda, produzione e circolazione del reddito, in cui anche i prezzi alla produzione tenderebbero a recuperare terreno. Ma al momento in Italia sembra stia avvenendo qualcosa di molto diverso: mentre ancora si attende la ripresa del Pil e i prezzi alla produzione continuano a contrarsi, i prezzi al consumo tonano su una “singolare” dinamica positiva.
Troppo presto per due ragioni: perche’ mantengono basso il potere di acquisto delle famiglie e allontanano dai consumi, indebolendo i tentavi di ripresa dell’attivita’ economica; e perche’ creano presupposti difficili per la seconda meta’ del 2009 e il 2010, in cui le politiche monetarie espansive adottate in tutto il mondo e l’atteso nuovo ciclo internazionale si tradurranno sicuramente in pressioni inflative che andranno gestite e controbilanciate. Ancora una volta, il nodo della concorrenza sui mercati e, in particolare, nella distribuzione al dettaglio, finira’ con l’apparire in tutta il suo peso”. (AGI)
Red