INFLAZIONE: CERM, PROSEGUE DICOTOMIA PREZZI CONSUMO-PRODUZIONE

(AGI) - Roma, 30 ott. - Continua a riproporsi una marcata divaricazione tra dinamica dei prezzi dell’industria e dinamica dei prezzi al consumo. E’ quanto sottolinea il Cerm, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat, che hanno fatto registrare un rialzo dei prezzi al consumo e un calo dei prezzi alla produzione. “La rigidita’ di questi ultimi e’ sintomo del deficit concorrenziale di cui l’Italia soffre su tanti mercati finali - spiega il Cerm in una nota - si tratta non solo della distribuzione commerciale, ma anche delle libere professioni, dei servizi bancari e finanziari, delle utilities (tutte voci rientranti nell’indice dei prezzi). Prezzi al consumo rigidi ai livelli di massimo toccati nel 2008 mantengono debole il potere di acquisto delle famiglie e allontanano la ripresa della domanda, con la conseguenza di deprimere le vendite a scapito dei produttori e degli stessi fornitori al dettaglio di beni, servizi e prestazioni professionali. Non e’ un caso che i prezzi dei prodotti industriali italiani stiano, gia’ da qualche mese, cedendo maggiormente nel comparto di quelli destinati mercato interno, rispetto al comparto di quelli destinati all’export”. “Questo effetto - spiega il Cerm - e’ riconducibile anche al migliore stato di salute della domanda proveniente dall’estero che, a sua volta, e’ il risultato anche di un miglior funzionamento dei mercati finali, dove rendite di posizione e sovraprofitti non pesano quanto in Italia. Iniezioni di concorrenza, nei comparti della distribuzione, delle professioni, dei servizi bancari e finanziari e delle utilities, sarebbero a costo zero per il bilancio pubblico e, nel contempo, verrebbero incontro alle famiglie che sperimentano restrizioni di spesa, e avrebbero effetti di stimolazione della domanda aggregata in funzione anticrisi”. “Supportare la capacita’ di spesa delle famiglie - sostiene il Cerm - significa anche stimolare la produzione industriale e, per questa via, tutelare i livelli occupazionali che continuano a indebolirsi in tutta Europa, come testimoniato dai dati Eurostat diffusi oggi. Se, come si prevede, il ritorno ai livelli di Pil del 2007 sara’ lento (5-6 anni forse piu’), avviare da subito pacchetti di riforma dei mercati e di promozione della concorrenza e’ una scelta ‘da capitalizzare’”. (AGI)

Red/Rus