FIAT: SINDACATI, TORNARE A PRODURRE OLTRE 1 MLN AUTO IN ITALIA
(AGI) - Roma, 7 nov. - Tornare a produrre oltre un milione di auto in Italia, tutelare l’occupazione e i siti del nostro Paese assicurando un futuro anche alle piccole e medie imprese della componentistica che sono a rischio collasso. E’ quanto chiedono Fiom, Uilm, Fim Cisl e Fismic alla Fiat: insomma in una parola un piano industriale perche’ il Lingotto sia “grande” non solo all’estero ma anche e soprattutto in Italia. Per questo i sindacati sollecitano al piu’ presto che ci sia un confronto anche con loro, dopo che si e’ chiusa la partita con Chrysler. Incontro che avra’ luogo a fine mese ma non e’ ancora chiaro se prima o dopo il Comitato aziendale europeo che si terra’ dal 25 al 27 novembre a Torino tra le rappresentanze sindacali dell’Europa e il gruppo dirigente.
“Chiediamo un piano industriale anche in Italia - ha detto Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom Cgil -perche’ il Paese abbia un punto fermo: dobbiamo tornare a produrre oltre un milione di auto, se no si mettono a rischio stabilimenti e posti di lavoro diretti e nell’indotto, cioe’ qualche decina di migliaia di posti”. Come? Puntando su nuovi modelli che facciano volumi. “La sede in cui si deve discutere davvero - ha continuato Masini - e’ con il governo a Palazzo Chigi perche’ si deve sviluppare un confronto sui riflessi del piano Chrysler”. Su Termini Imerese, Masini ha sottolineato che “cessare l’assemblaggio di vetture significa mettere a rischio 2.400-2.500 posti tra diretti e indiretti”.
Per Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm, il processo di integrazione con Chrysler deve essere fatto “innovando e puntando su nuove tecnologie e nuovi modelli, deve essere un progetto capace di far lavorare e costruire auto anche in Italia”. La Uilm dunque sollecita l’incontro con il Lingotto: “Ci sia al piu’ presto: chiediamo a Fiat di tornare a produrre 1,5 milioni di vetture in Italia come un tempo”. Bisogna realizzare tra i due marchi, ha continuato Regazzi: “La piu’ alta economia di scala, ma bisogna anche mirare all’economia in Italia. A che serve una grande Fiat che produce nel mondo e in Italia no?”. In quest’ottica Termini Imerese “e’ uno stabilimento in cui credo si debbano ancora produrre auto”. (AGI)
Ila (Segue)