ALCOA: CISL,MOBILITAZIONE GENERALE CONTRO SCELTE INACCETTABILI
(AGI) - Cagliari, 20 nov. - ” Alcoa e’ solo l’ultima delle aziende che dichiara un situazione di difficolta’ e che manifesta l’intenzione di sospendere l’attivita’ produttiva. Si e’ di fronte a scelte che non e’ possibile accettare e che e’ necessario respingere con la massima fermezza”. La Cisl afferma che “si e’ di fronte a ritardi, inadempienze e vuoti di strategia di politica settoriale che necessitano di un’ulteriore risposta in termini di mobilitazione diffusa e generale”.
Il 30 di novembre all’Assemblea delle rappresentanze del popolo sardo e’ ormai inevitabile - si legge in una nota del sindacato - la decisione di una mobilitazione adeguata a livello delle difficolta’ dei lavoratori e del tessuto economico regionale e locale. Il sindacato chiede che la mobilitazione dei lavoratori venga supportata dall’intera comunita’ regionale, da tutte le istituzioni sarde e che vengano date maggiori certezze circa l’impegno del Governo, della Regione e dell’Unione Europea per salvare i posti di lavoro e le iniziative industriali dell’isola. E’ indispensabile dunque che si riapra il confronto a Palazzo Chigi per discutere un programma di rilancio delle attivita’ produttive, sia sul versante delle vertenze aziendali aperte e delle emergenze, talune ormai croniche, sia sulle strategie e sui progetti necessari a sostenere le industrie esistenti e a promuovere un nuovo modello di sviluppo in grado di garantire la competitivita’ del sistema economico sardo. Insieme ad Alcoa la ex Otefal, l’Eurallumina, la Portovesme S.r.l., per un totale di 4.500 lavoratori coinvolti dalla precarieta’ e da una crisi che viene pagata in modo drammatico dagli operai, dalle famiglie e dal territorio del Sulcis. La situazione del Sulcis Iglesiente e’ solo la punta di un iceberg, perche’ il territorio vive una crisi economica e sociale senza precedenti. Come nelle altre realta’ industriali, nella Sardegna centrale, nel Medio Campidano, nel Sassarese, in Ogliastra e nell’Oristanese, persino nella Gallura, e nel Cagliaritano il sistema produttivo vive il tracollo del modello di sviluppo. I segnali che starebbero positivamente emergendo e l’economia internazionale non trovano riscontro alcuno nel sistema economico e industriale dell’isola. (AGI)
Red/Cog