BERLUSCONI: AUT AUT A UDC, O CON NOI O CONTRO
(AGI) - Roma, 15 gen. - Furibondo con Casini, irritato con Fini. Silvio Berlusconi continua a porre nel mirino il leader dell’Udc e il presidente della Camera. Contro il primo ieri il premier ha lanciato la stoccata (e si e’ arrabbiato anche con La Russa che ha parlato davanti alle telecamere), al secondo continua a dire che ormai i rapporti umani sono logorati. “Tu devi fare da mediatore tra me e Bossi, non parlare solo con Bossi”, ha ammonito ieri l’ex leader di An.
La reazione del Cavaliere e’ in una battuta pronunciata ad un forzista di vecchia data: a Fini mettero’ il silenziatore, cosi’ si calma un po’…. Con il leader dell’Udc, pero’, Berlusconi e’ pronto all’affondo diretto. Mercoledi’ all’ufficio di presidenza potrebbe inviare un segnale chiaro al suo ex alleato. Ovvero far votare i 37 membri dell’organismo su un documento gia’ pronto: “l’Udc o con noi o contro di noi”. “Io non voglio - questo il ragionamento del Cavaliere - rafforzare Casini da nessuna parte, in nessun territorio. Amministrare le regioni con lui sarebbe impossibile, meglio fare senza. Si vince comunque”.
Una linea che non provoca certamente applausi nell’entourage della terza carica dello Stato. Fini (giovedi’ prossimo terra’ un nuovo vertice con Berlusconi) vuole difendere la ’sua’ Polverini e allargare il suo ‘dominio’ nel Lazio, ma l’intesa tra il leader dell’Ugl e il partito di via Due Macelli non e’ solo strategica. Berlusconi ha spiegato questa mattina alla Polverini che si puo’ vincere anche senza Casini. Fatto sta che la candidata alla regione Lazio si e’ vista rimandare il comizio di apertura della campagna (doveva essere fatto insieme proprio ai centristi) a febbraio, dopo l’ufficio di presidenza.
“E’ una pistola scarica”, spiega un finiano doc, convinto che la minaccia che il Cavaliere sta svelando a tutti i dirigenti del Pdl (mettere all’angolo Casini) sia solo un motivo per alzare il ‘prezzo’ sulla giustizia. Al di la’ dei giochi di posizione, il leader centrista e’ pronto a rompere anche in Lazio, qualora il premier alzasse il tiro. “Prenda pure questa decisione e noi dopo un minuto trarremo le conseguenze”, ha spiegato l’ex presidente della Camera. Scelte quasi obbligate nel resto del Paese: Occhiuto, candidato centrista su proposta Pd, in Calabria, e anche nelle altre regioni in bilico probabile appoggio con i democratici. In Puglia poi prende quota la candidatura di Adriana Poli Bortone. Il Cavaliere con il gruppo dirigente della Campania e’ stato chiaro. Su Fini: ho una quantita’ industriale di pazienza che neanche Giobbe… Con lui sono costretto sempre a mediare, mi ha annoiato. E su Casini: fa una politica vecchia e ambigua che allontana i nostri elettori. Certo che se dalle parole si passasse ai fatti la musica potrebbe essere diversa. “Io non voglio intese con chi fa il furbo” gli e’ stato sentire dire anche oggi.
Votare nell’ufficio di presidenza contro l’Udc poi significa in qualche modo mettere in ‘minoranza’ Fini (gia’ e’ successo in passato sui provvedimenti sulla giustizia e sulla cittadinanza). Per ora resta comunque in piedi l’opzione B: ovvero il presidente del Consiglio potrebbe demandare la questione ai vertici locali e “lavarsene le mani”. Sarebbe certamente in ogni caso una decisione politica, ma ’salverebbe’ l’intesa con la Polverini. (AGI) Gil