ALITALIA: PER AMS SI VA VERSO SOLUZIONE ISRAELIANA

(AGI) - Roma, 15 gen. - Il futuro della Ams, la societa’ di manutenzione dei motori controllata dall’Alitalia, potrebbe essere garantita da una cordata formata dall’ex manager della Finmeccanica, Maurizio Tucci, affiancato da una societa’ israeliana di manutenzione motori, Bedek, con il sostegno di Investimenti Italia (Invitalia), societa’ pubblica controllata dal ministero delle Attivita’ produttive. E’ quanto riferiscono i sindacati al termine di una riunione di circa 2 ore a Palazzo Chigi.

Al termine del vertice presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al quale hanno partecipato il commissario straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, l’Ad dell’Alitalia, Rocco Sabelli, e l’ex manager della Finmeccanica, Maurizio Tucci (capo della cordata che aspira ad acquisire l’Ams), sembra emergere una possibile intesa per dare un futuro alla Ams, la societa’ di manutenzione motori (367 dipendente, ndr), controllata al 60% dall’Alitalia in amministrazione controllata e, per il restante 40%, dalla Lufthanza Tecnich.

Secondo quanto riferiscono i sindacati, nel corso della riunione sarebbe emersa la possibilita’ di mantenere in vita la societa’ con la cessione a questa nuova societa’ che si gioverebbe della partecipazione degli israeliani della Bedek. La novita’ positiva di stasera - riferiscono fonti sindacali - e’ la concreta manifestazione di interesse ad un’intesa per una newco con una rilevante partecipazione della Bedek: la societa’ israeliana sarebbe infatti pronta ad assumere il 35% della nuova societa’ senza rivendicare alcun genere di controllo. Il gruppo Alitalia-Cai - riferiscono le stesse fonti - si sono resi disponibili ad assumere il 15%, mentre Tucci, in qualita’ di capo-cordata, sarebbe pronto a farsi carico di una rilevante quota come azionista di riferimento. E a completare la compagine azionaria dovrebbe intervenire Invitalia, una societa’ pubblica controllata dal ministero delle Attivita’ produttive.

E i termini della soluzione dovrebbero essere abbastanza ristretti: nel giro di due settimane - riferiscono le stesse fonti - dovremmo avere il piano industriale e un nuovo passaggio a Palazzo Chigi per raggiungere un’intesa.

A fronte delle novita’, le organizzazioni sindacali hanno mostrato un causo ottimismo: l’auspicio e’ interessante - fanno sapere le fonti sindacali - perche’ si puo’ preservare per l’Italia ed il territorio un asset importante di alto valore professionale. Ora c’e’ da verificare se alle parole e agli annunci corrisponderanno i fatti. (AGI) Lda/Mom