NUCLEARE: LA SICILIA DICE NO E INTANTO CHIEDE RISARCIMENTI

(AGI) - Palermo, 27 gen. - “La Sicilia non ha piu’ margini di tollerabilita’ ambientale che consentano l’insediamento di impianti nucleari”. Questa la netta opposizione del governo regionale illustrata oggi dall’assessore all’Energia, Pier Carmelo Russo, nel corso della conferenza Stato-Regioni a Roma. Un voto unanime dell’Ars ha gia’ impegnato la Regione a dire no all’ipotesi di siti nucleari nel proprio territorio, e oggi Russo ha argomentato la scelta con un richiamo alle conseguenze non solo ambientali ma anche cliniche prodotte dalla presenza di impianti industriali ad altissimo impatto negativo come quelli di Priolo, Gela e Milazzo. Si tratta di impianti che, secondo gli studi dell’Ebm (Evidence Based Medicine), “hanno gia’ comportato -ha spiegato Russo- gravi effetti sui livelli di salubrita’ collettiva e sulle condizioni individuali, dei quali allo stato non e’ data la possibilita’ di prevedere l’ulteriore durata. Non e’ anzi escluso -ha aggiunto l’assessore- che fenomeni patogeni particolarmente gravi possano acquisire carattere di permanenza, ove incidano a livello genetico. La Sicilia e i siciliani hanno sopportato e sopportano in sostanza, nell’interesse nazionale, un peso che non puo’ rimanere estraneo al dibattito sull’energia nucleare”.

Per l’assessore occorre dunque chiedersi se la Sicilia ha margini di tollerabilita’ residua che consentano l’insediamento di impianti nucleari e la risposta e’ no: “Si creerebbe infatti una condizione di sovrapposizione nel territorio simile a quella dell’equipaggio troppo numeroso che esporrebbe la Sicilia a una intollerabile condizione di rischio aggiuntivo e di occupazione territoriale sostanzialmente non governabili”. Andrebbero invece verificate le condizioni di un alleggerimento degli insediamenti gia’ esistenti. E in piu’ si dovrebbe pensare a definire “il risarcimento dovuto ai siciliani per la maggiore spesa sanitaria sopportata, per il disagio territoriale e per i danni ambientali subiti”. Da li’ in poi, e’ la linea della Regione, si potra’ cominciare a discutere di tutte le altre forme di energia. E quanto al risarcimento, il governo siciliano pensa a un prelievo sulle accise petrolifere “per un lasso di tempo sufficientemente congruo”. (AGI) Rap/Mzu