LA NOTIZIA: SCAJOLA ANNUNCIA, PER TERMINI 8-10 OFFERTE (ORE17)
(AGI) - Roma, 8 feb. - Per lo stabilimento di Termini Imerese “abbiamo 8/10 offerte, che al Ministero dello Sviluppo Economico stiamo valutando e che presenteremo il 5 marzo al tavolo dell’auto al nostro Ministero per valutare quale migliore di esse possa garantire i posti di lavoro. Abbiamo tempo un anno e mezzo”. Lo ha detto in una intervista a Mattino 5, il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. “Con la Fiat il discorso su Termini Imerese e’ chiuso”, ha aggiunto, “ma la Fiat concorda con noi che agevolera’, non ostacolera’, aiutera’ una soluzione diversa”. Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, alcune delle proposte giunte al ministero sono “degne di attenzione”, ora bisognera’ scegliere quelle “concrete e vere”, ha detto commentando le parole di Scajola. “Lo stabilimento di Termini, purtroppo, per problemi logistici e di efficienza, non riesce a stare in piedi - ha sottolineato - il vero tema e’ quello di reimpiegare le persone e non perdere posti di lavoro in un momento delicato come questo”. I lavoratori proseguono intanto la loro protesta. Fiom, Fim, Uilm e Ugl hanno tenuto questa mattina a Termini Imerese assemblee con gli operai dello stabilimento e delle aziende dell’indotto per informare i metalmeccanici sull’andamento del tavolo al ministero dello Sviluppo Economico. Altre assemblee si terranno nel pomeriggio. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni denuncia intanto “un silenzio assordante” sul piano industriale della Fiat per tutti i siti. “Ci deve essere concerto - ha spiegato Bonanni - tra Fiat, i sindacati, il governo centrale e regionale. Prima si chiude questa vicenda di Termini Imerese meglio e’. Vogliamo che questa vicenda si chiuda ma vogliamo anche che Fiat chiarisca in modo preciso e concreto il piano industriale anche per gli altri siti che consenta il rilancio”. Secondo il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, se lo stabilimento Fiat di Termini Imerese chiudera’ allora il Lingotto dovra’ indicare “una soluzione alternativa”. “Fare impresa non e’ compito - ha aggiunto - delle Regioni, del Governo tantomeno dei Sindacati quindi e’ l’impresa a dover dire quale puo’ essere la soluzione per Termini Imerese. Se e’ credibile - ha osservato ancora Angeletti - possiamo dare una mano ma non puo’ essere il contrario”. L’arcivescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo, aprendo a Caltanissetta i lavori della Conferenza episcopale siciliana, ha detto infine che i vescovi siciliani “trepidano” per conoscere il destino della fabbrica automobilistica. E’ necessaria, ha scandito, “un’unita’ di sforzi. Bisogna mettere da parte tutte le divisioni politiche, amministrative e di equilibrio che si vogliono creare e mettersi attorno ad un tavolo”. Per il prelato “con la volonta’ di tutti e’ ancora possibile garantire un futuro allo stabilimento di Termini Imerese”. (AGI) Fri