MAXITRUFFA A STATO E UE DA 30 MLN IN SICILIA, TRE ARRESTI
(AGI) - Palermo, 5 mar. - Stabilimenti industriali realizzati frodando Stato e Unione europea, con il ruolo deicisivo dei colletti bianchi. Un impero della nautica che si fondava sui soldi pubblici. E’ quando scoperto dalla Guardia di finanza che ha fatto luce su un’associazione a delinquere dedita alla commissione di truffe al bilancio dello Stato e dell’Unione europea per un valore di 30 milioni di euro. Tre gli arresti eseguito, oltre al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e quote societarie per oltre 18 milioni di euro, tra Sicilia e Lombardia. Ancora in corso le indagini sulla rete di complicita’, anche all’estero. Con il coordinamento del comandante regionale Sicilia, i comandi provinciali della Guardia di finanza di Palermo ed Agrigento hanno concluso una complessa attivita’ di polizia giudiziaria che ha consentito di smantellare di un gruppo criminale dedito alla realizzazione di truffe finalizzate all’indebita percezione di finanziamenti nazionali e comunitari nell’ambito dei programmi di investimento previsti dalla legge 488/92 e dal Por Sicilia 2000/2006. Gli investimenti erano finalizzati alla costruzione di stabilimenti industriali a Termini Imerese e Vicari, nel palermitano, e a Cammarata (Agrigento), nei settori della nautica da diporto e charter nautico, lavorazione del legno e fabbricazione di apparecchiature per il controllo dei processi industriali. L’impatto dei finanziamenti sul territorio siciliano prevedeva la creazione di 800 posti di lavoro. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci, e dal sostituto Sergio Demontis, si sono protratte per oltre due anni. Gli elementi raccolti hanno consentito al gip Fernando Sestito, di emettere il provvedimento a seguito del quale sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare personale, di cui due in carcere, e il sequestro preventivo anche nella misura “per equivalente” di immobili, attrezzature, macchinari, autovetture e quote societarie, per un valore stimato di oltre 18 milioni di euro. Bloccata inoltre l’erogazione di oltre 10 milioni di euro che gli enti erogatori avevano gia’ concesso, consentendo quindi un corrispondente risparmio netto per l’erario pubblico. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti dell’imprenditore Roberto Grippi, 50 anni, finito in carcere come Salvatore Catalano, 52 anni, e il manager bancario Stefano Feo, 42 anni, posto ai domiciliari. “E’ il classico delitto dei colletti bianchi perche’ vengono drenate risorse sottratte illecitamente a imprese che hanno scelto la strada della legalita’ - ha detto il comandante della Guardia di Finanza di Paleremo, Carlo Li Colsi -. Il meccanismo della truffa e’ quello classico della interposizione fittizia di societa’ estere che si intermediano tra un fornitore e’ un utilizzatore emette fatture per operazioni inesistenti e cio’ consente di gonfiare i costi. Operazioni che hanno consentito la realizzazione di impianti industriali nel Palermitano e nell’Agrigentino”. (AGI) Mrg (Segue)