CRISI: CGIL, LA SICILIA PAGA DI PIU’, POVERTA’ RELATIVA AL 50%
(AGI) - Palermo, 10 mar. - In un’Italia in crisi, come dimostrano anche le ultime previsioni Istat sul Pil 2009 (-5,1), la Sicilia e’ tra le regioni che pagano il prezzo piu’ alto. Il Pil nel 2008, anno in cui e’ cominciata la crisi nel paese viaggiava su -1%, in Sicilia su -1,1% e anche gli occupati nel 2008 sono diminuiti in maniera piu’ consistente nell’isola (-0,7 contro -0,1). E il reddito disponibile delle famiglie siciliane, al netto dell’imposizione fiscale, fatta 100 la media nazionale si e’ attestato a 71,4. E’ il quadro tracciato dalla Cgil in uno studio dell’Ires presentato oggi a Palermo. Il sindacato chiede “un fisco piu’ giusto e per sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione”. E’ questo uno dei temi che saranno al centro venerdi’ 12 dello sciopero generale nazionale proclamato dalla Cgil su scala nazionale con manifestazioni nelle principali citta’ (a Palermo alle 9.30 in piazza Verdi). Uno sciopero ha sottolineato Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, che e’ “anche all’indirizzo del governo regionale al quale sollecitiamo un piano contro la poverta’ e un progetto di politica industriale”. Sono queste, ha sottolineato la Maggio, “le questioni che riteniamo prioritarie in una Sicilia in cui la poverta’ relativa viaggia intorno al 50%, nella quale tra il 2008 e il 2009 (primo trimestre) sono andati perduti 58 mila posti di lavoro (8 mila nell’agricoltura, 29 mila nell’industria, 19 mila nel commercio)”. Sull’industria la segretaria della Cgil ha rilevato che “in 7 anni e’ stato cancellato un quarto del valore aggiunto dato da questo settore se calcoliamo che c’e’ stato un calo del manifatturiero del 24% e delle costruzioni del 22%”. Tutto cio’ mentre sono diminuiti gli occupati (da 44,3% a 43% il tasso), e’ cresciuta la disoccupazione (da 13,1 a 13,3) e le ore di cassa integrazione sono triplicate. (AGI) Rap/Mzu