RAI: RIZZO NERVO, RIFORMA? PRIMA RISOLVERE CONFLITTO INTERESSI
(AGI) - Roma, 11 mag. - “Diciamolo con chiarezza: l’assunzione da parte del presidente del Consiglio dell’interim del ministero dello sviluppo economico e’ stata la sublimazione dell’anomalia italiana nella generale indifferenza. Ormai siamo al ‘conflitto di interessi perfetto’ con buona pace delle Autorita’ di garanzia che dovrebbero vigilare sull’applicazione della pur timida Legge Frattini. Il mio portiere non e’ tenuto a saperlo ma chi dovrebbe difficilmente puo’ ignorare che Scajola era anche il ministro ‘vigilante’ della Rai”. Cosi’ in una nota il consigliere di amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo. “Da giorni, e non sappiamo sino a quando, a controllare la Rai e’ dunque direttamente il proprietario dell’azienda televisiva concorrente. L’articolo 39 del contratto di servizio attualmente in vigore (ma un’identica norma e’ contenuta nella bozza di rinnovo) stabilisce, infatti, che quel ministero ‘ha la facolta’ di disporre verifiche ed ispezioni e di richiedere, in qualsiasi momento, alla Rai dati, informazioni e documenti utili’ e che ‘la Rai e’ tenuta a consentire ai funzionari del ministero incaricati l’accesso agli impianti e alle proprie sedi…’ e a collaborare allo svolgimento della loro attivita’ ispettiva. Non segnalo quanto e’ avvenuto per gusto di polemica. Ormai in questo paese, infatti - aggiunge - tutte le regole sembrano essere saltate e nulla desta piu’ meraviglia ne’ riesce a sollevare scandalo. Lo segnalo perche’, essendo tornato di attualita’ il tema della riforma della governance del servizio pubblico radiotelevisivo, mi permetto di far notare a politici e giuristi che nessuna nuova regolamentazione potra’ raggiungere l’obiettivo di una Rai ‘terza’ rispetto al governo e ai partiti se non si provvedera’ prima a sciogliere il nodo del conflitto di interessi. Conosco, per aver lavorato insieme nel precedente consiglio di amministrazione, la serieta’, la competenza, l’impegno e la passione di Carlo Rognoni. Non me ne voglia, pero’, per il mio scetticismo, anzi - prosegue - gli auguro di riuscire li’ dove altri hanno fallito ma ricordi sempre che qualsiasi nuova architettura giuridica, anche la migliore possibile, rischia di infrangersi rovinosamente su quello scoglio. E’ comunque importante che il maggior partito di opposizione abbia indicato la riforma della Rai come uno dei punti qualificanti della sua agenda politica. Che la legge Gasparri oltre ad essere una brutta legge oggi sia superata lo dimostra il fatto che anche esponenti della maggioranza pensano ormai che con l’attuale governance la Rai e’ destinata ad un rapido declino. Su un punto mi sembra che si possa essere tutti d’accordo: la trasformazione del mercato televisivo e’ resa cosi’ rapida dai tempi dell’evoluzione tecnologica che le attuali procedure decisionali non sono piu’ adeguate ad una sana ed efficiente gestione industriale”. (AGI) Com/Mav (Segue)