LAVORO: BROGNI (UGL), TAVOLO CONFRONTO IN CALABRIA SU PIANO SUD

(AGI) - Cosenza, 16 giu. - “In Calabria l’Ugl chiede di avviare con immediatezza un tavolo di confronto affinche’ il previsto piano Sud si traduca in un atto concreto con un programma serio di investimenti cosi’ come va concretizzato il provvedimento annunciato del ministro Scajola a favore della ricerca e dell’Innovazione per favorire un ritorno dei giovani ‘cervelli’ del Sud, evitando cosi’ una desertificazione economica e sociale dell’Italia meridionale che danneggerebbe tutto il Paese”. Lo aferma Giuseppe Brogni, segretario dell’Ugl di Cosenza. “La sconfortante rilevazione diffusa dalla Banca d’Italia sul lavoro in Italia - spiega - crileva come oltre 80 mila laureati siano ‘emigrati’ dal Mezzogiorno tra il 2000 e il 2005. Basta leggere i numeri per deprimersi, ma non certo per sorprendersi; dati che ci riportano indietro di un balzo alla meta’ del secolo scorso, perche’ le migrazioni interne non sono ancora diventate un ricordo in bianco e nero. Negli ultimi anni si e’ registrata una vera e propria ‘fuga dal Mezzogiorno’, con la differenza rispetto al passato che spesso a fare la valigia sono proprio le persone piu’ qualificate. Tra il 2000 e il 2005 - osserva - hanno lasciato il Sud ben 80 mila dottori, pari ad una media annua di 1,2 ogni 100 residenti in possesso dello stesso titolo di studio e tra il 1990 e il 2005, si sono trasferite al Nord quasi 2 milioni di persone. Il Mezzogiorno quindi - aggiunge - diventa sempre meno capace di trattenere il proprio capitale umano, impoverendosi della dotazione di uno dei fattori chiave per la crescita socio-economica in campo regionale”, perche’ la caratteristica distintiva delle ultime migrazioni e’ motivo di impoverimento, invece di un’occasione di arricchimento come accadeva nel passato, cioe’ la partenza di ragazzi istruiti e diretti soprattutto verso le grandi aree metropolitane del Centro Nord, come Roma, Milano e Bologna. Infatti, il contesto rispetto ai flussi del passato e’ completamente cambiato: ” i nuovi rapporti di lavoro e la diffusione dei contratti a termine hanno inciso sugli incentivi alla mobilita’ geografica, rendendo piu’ incerto il rendimento atteso dallo spostamento”. E cosi’ se una volta era l’emigrato che sosteneva con le sue rimesse la famiglia rimasta nel luogo d’origine, oggi e’ il contrario: i genitori continuano ad aiutare e mantenere economicamente il giovane fino al suo completo inserimento nel mondo del lavoro. Bisogna ridare fiducia alle nuove generazioni ed e’ per questo - continua - che e’ necessario provvedere con urgenza a bloccare da una parte la desertificazione industriale del Mezzogiorno, evitando ad esempio la chiusura di aziende strategiche per alcuni territori come nel caso di Termini Imprese o Pomigliano d’Arco”, dall’altra il Governo e gli enti locali debbono investire per industrializzare le risorse che sono sul territori”. (AGI) Adv