DIGITALE: I SUGGERIMENTI AGCOM PER UN’AGENDA ITALIANA SU MISURA

(AGI) - Roma, 6 lug. - Ma - ha sottolineato il presidente dell’Agcom - “questo non basta. Il settore pubblico puo’ fare molto, anche in tempi di rigore di bilancio. Innanzi tutto coordinando gli interventi. L’Ocse ha stimato che in Italia basterebbe un risparmio annuo fra l’1,41 e l’1,7 per cento per 10 anni sulle spese effettuate nei settori dell’elettricita’, sanita’, trasporti e educazione per giustificare in Italia la costruzione di una nuova rete. Secondo uno studio di Confindustria, i risparmi ottenibili nel sistema sanitario mediante l’utilizzazione della larga banda si aggirerebbero sul 10 per cento: “cifra importante se si tiene conto dell’enorme ammontare della spesa sanitaria. E sarebbe di circa 10 miliardi l’anno il risparmio applicabile alla bolletta energetica nazionale per effetto dell’ottimizzazione del controllo dei consumi e delle erogazioni”. L’Autorita’ (col programma di ricerca ISBUL) ha commissionato a qualificati atenei italiani una valutazione dell’impatto di una nuova rete in fibra sull’economia nazionale, ottenendo stime coerenti con gli studi internazionali, “rinunciare a un tale progetto non comporta dunque solo la rinuncia del nostro Paese a svolgere un futuro da protagonista nell’innovazione, ma anche una sua minore capacità di reazione alla crisi economica contingente, realizzando dei risparmi”. Il tessuto socio-economico dell’Italia (reti di piccole e medie imprese, prodotti ad alto valore aggiunto, concentrazione per distretti industriali, turismo e servizi) beneficerebbe della larga banda piu’ di altri Paesi europei, “bisogna saper fare delle scelte, privilegiando i fattori strutturali di sviluppo che internazionalizzino la nostra economia”. Quindi “investire per uscire prima dalla crisi e tornare a crescere”. Certo, c’e’ da chiedersi se sia compatibile il progetto di una ‘fiber Nation’ con l’obiettivo ? “assolutamente prioritario e non compromettibile” ? della stabilita’. E allora - dice Calabro’ - “una stabilita’ duratura dei mercati si ha solo con la ripresa

della crescita, perche’ non va dimenticato che questa crisi e’ soprattutto una crisi di competitivita’”, e l’Italia “non cresce da 15 anni. La crescita dei Paesi e’ legata a fattori strutturanti fondamentali. La rivoluzione della larga banda, dell’alta velocità trasmissiva, e’ comparabile con le grandi rivoluzioni industriali del secolo scorso. Certo e’ tempo di risparmi. Ma l’investimento in fibra ottica e’ visto negli Usa e altrove anche come una ‘exit strategy’”. (AGI) Vic