FIAT: CISL E UIL, PER TERMINI PIU’ FLESSIBILITA’ CHE POMIGLIANO
(AGI) - Palermo, 29 lug. - Cisl e Uil siciliane sono preoccupate per il futuro di Termini Imerese dopo la chiusura dello stabilimento Fiat e sono pronte, “con spirito positivo”, a mettere sul piatto per il rilancio del sito “deroghe e flessibilita’ anche piu’ significative di quelle gia’ decise per Pomigliano”. L’obiettivo, scrivono i segretari generali dei due sindacati, Maurizio Bernava e Claudio Barone, in una lettera ai presidenti del Consiglio e della Regione, e’ “contribuire all’attrazione di investimenti industrialmente e socialmente significativi”. Punto di partenza per Cisl e Uil deve essere lo stop, sul fronte politico e istituzionale locale, a “uscite improvvisate e prive di respiro strategico”. L’azzeramento di iniziative estemporanee che si combinano con la “lentezza delle attivita’ istituzionali”. I due sindacati sollecitano il governo della Regione a “occuparsi con maggiore vigore e con il consenso e il sostegno di tutte le organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali”, di far pressioni sull’esecutivo nazionale perche’ “entro e non oltre il 15 settembre ci sia l’individuazione della proposta o delle proposte industriali per Termini” e si definiscano entro l’anno le linee-guida del “contratto di sviluppo” con gli imprenditori interessati. “Contemporaneamente” il governo nazionale dovra’ indicare le somme che, “accanto a quelle stanziate dalla Regione”, dovranno essere a disposizione dei piani di “ammodernamento infrastrutturale e per le incentivazioni al progetto industriale e all’occupazione”. Per Bernava e Maroni, quella termitana puo’ diventare “la prima vera grande operazione di riconversione produttiva che puo’ qualificare una nuova politica industriale per il Mezzogiorno” e per questo il presidente della Regione dovrebbe convocare un “tavolo di crisi permanente” con le parti sociali per assicurare un “peso negoziale maggiore” alla Regione nel rapporto col governo nazionale e per la scelta degli investitori. (AGI) Rap