FIAT: CGIL, CISL E UIL, POLITICA SICILIANA IMPARI DA MIRAFIORI
(AGI) - Palermo, 3 ago. - I segretari di Cgil, Cisl e Uil Palermo considerano “surreali” le continue notizie al di fuori dei tavoli ministeriali, su eventuali manifestazioni di interesse che delineano “un improbabile futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese”. I segretari provinciali delle tre organizzazioni, Maurizio Cala’, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro, sostengono che “l’unica cosa vera di questa vicenda e’ la totale mancanza di presenza, di autorevolezza e di peso della classe politica siciliana. Questa gravissima assenza si nota a tutti i livelli, dai deputati e senatori nazionali ai ministri della Repubblica e alle alte cariche dello Stato, che non solo non sono in grado di esprimere nessuna chiara posizione contro la fuga della Fiat e di altre multinazionali dalla Sicilia ma che hanno dimostrato di non contare nei confronti del governo e delle imprese. Ben diverso e’ stato invece l’atteggiamento politico dimostrato dai loro colleghi del Nord, sia di governo che di opposizione. Li’ hanno fatto fronte, qui si chiude perche’ non e’ stata spesa una sola parola”. Secondo Cgil, Cisl e Uil, “Termini e’ come Mirafiori. Tra la fabbrica Fiat di Termini e Mirafiori la cosa vera che cambia non e’ certo la qualita’ degli operai ne’ la condizione territoriale ma sono i gruppi dirigenti che governano sui rispettivi territori. Al sito Fiat di Mirafiori il senso dell’appartenenza e dell’identita’ politica e territoriale ha portato a una battaglia in difesa della dignita’ dell’economia e dell’occupazione. In Sicilia se non cambia l’attuale livello di impegno della classe politica, non coinvolta dalle grandissime crisi che investono l’Isola, arriveremo al deserto industriale”. Rap