PORTO CAGLIARI: PROVINCIA CONTRO FADDA, A RISCHIO 1.100 POSTI
(AGI) - Cagliari, 31 ago. - “Se il 20 settembre la capitaneria procedera’ alla nuova delimitazione delle aree, registreremo una perdita netta e immediata di oltre 350 posti di lavoro nelle attivita’ produttiva che operano in quegli spazi”. Lo sostengono il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, e l’assessore provinciale al Lavoro, Lorena Cordeddu, che accusano il presidente dell’Autorita’ portuale di mettere a rischio 1.100 posti di lavoro, con particolare riferimento alla richiesta “di sottrarre al Cacip 27 ettari di terreno destinati allo sviluppo economico” e al decreto sulla riduzione delle tasse di ancoraggio.
Milia e Cordeddu sostengono che il comitato portuale, rispetto alle aree di esproprio, “non risulta esser stato informato”.
Quando alla diminuzione delle tasse, “se il presidente Fadda - affermano i due esponenti della Provincia - non recedera’ dalla sua volonta’ di utilizzare l’avanzo di amministrazione per coprire il mancato introito derivante dalla riduzione delle tasse di ancoraggio, anziche’ adeguarsi alle norme legislative che dispongono invece la riduzione delle spese di funzionamento, accadra’ che le compagnie operanti nel Porto industriale di Cagliari abbandoneranno immediatamente l’isola per dirigersi verso altri scali del Mediterraneo che, a quel punto risulterebbero piu’ competitivi rispetto a quello cagliaritano”. In questo caso - denunciano Milia e Cordeddu - “si produrrebbe un ulteriore aggravio legato alla perdita di oltre 700 unita’ lavorative; in sintesi, tutto questo costerebbe, in termini occupazionali, la falcidiazione di circa 1.100 posti di lavoro”.
“Rivolgiamo un accorato appello alle istituzioni”, concludono presidente e assessore, “affinche’ producano concrete iniziative e alle forze sociali affinche’, attraverso la mobilitazione, possano scongiurare un’ennesima devastante e non piu’ sopportabile crisi economico-sociale”. (AGI) Red-Rob