VENEZIA CINEMA: CON OZON SI RIDE SULLA FRANCIA ANNI 70

(AGI) - Venezia, 4 set. - La moglie di un industriale, nella Francia degli anni Settanta, che si trova a prendere il posto del marito alla guida della fabbrica di famiglia, costretta a trasformarsi da “bella statuina” (la traduzione italiana piu’ coerente del titolo originale francese “Potiche”, che e’ un vaso da arredo) a donna in carriera. E’ “Quel genio di mia moglie”, la commedia di Francois Ozon in concorso a Venezia, protagonista una sfavillante Catherine Deneuve. “E’ stato divertente adattare per lo schermo la piece teatrale di Barillet e Gredy, molto famosa in Francia, inserendo nel testo originale alcuni riferimenti che pero’ risuonassero anche nella realta’ attuale, soprattutto per quanto riguarda la battaglia dei sessi, e del ruolo di uomini e donne nella societa’. Ho pensato in particolar modo ai toni della recente campagna elettorale che ha visto fronteggiarsi Segolene Royale e Sarkozy, ma anche ad un certo ritorno del machismo, qui impersonato dal personaggio di Fabrice Luchini, l’industriale possessivo ed arrogante.” Il regista di “Otto donne e un mistero” affronta ancora una volta lo spazio teatrale “che e’ giusto mantenere quando si porta un lavoro come questo sullo schermo. Soprattutto nella prima parte l’impianto della messa in scena e’ da palcoscenico, poi il film si libera e prende altre influenze, penso a certe commedie francesi degli anni Settanta?.” Perche’ mantenere un’ambientazione cosi’ smaccatamente seventies? “Era un periodo interessante per la societa’ francese, c’era ancora un forte partito comunista e un’identita’ borghese. La societa’ era divisa, e questo e’ un ottimo inizio per farci una commedia. Borghesi e comunisti non si frequentavano tra loro, e quindi quando nel mio film racconto della relazione tra il sindacalista e l’industriale parlo di qualcosa di veramente trasgressivo! Eppoi, mi e’ piaciuto tantissimo ricostruire le atmosfere dell’epoca attraverso i vestiti e le canzoni di quel tempo, spero senza sembrare troppo nostalgico.” (AGI) Cli/Ve/Noc