PORTUALI: PROSEGUE PROTESTA A TRAPANI, IL 9 PROCEDURE MOBILITA’
Friday, March 5th, 2010(AGI) - Trapani, 5 mar. - Prosegue, a distanza di due mesi dal suo inizio, la protesta dei lavoratori Scs di Trapani saliti il 19 gennaio scorso sulla gru a venti metri di altezza. Seppure scesi dalla gru, va avanti la vertenza che riguarda 42 lavoratori. Fallite le trattative del prefetto di Trapani, da qui l’annuncio della Fit Cisl di nuove eclatanti azioni. I lavoratori si sono in assemblea permanente per decidere nuove forme di lotta. “Il prefetto - spiega Francesco Aiello Segretario Fit Cisl di Trapani - ha dovuto ammettere il fallimento della propria mediazione che tendeva ad un accordo capace di restituire serenita’ alle 42 famiglie coinvolte nella vertenza. Un fallimento quasi scontato, aggiungiamo ora, ostacolato anche dalla burocrazia di una Capitaneria cha a parole ricercava una soluzione mediata ma che con i fatti si opponeva a qualsiasi accordo commerciale fra le due aziende. Una capitaneria di porto - continua Aiello - che comunque dalla concessione della prima licenza ha sempre operato, a nostro avviso, ai limiti delle disposizioni di legge”. L’ipotesi di accordo mirava alla divisione del traffico fra le due imprese operanti al porto di Trapani, la Scs dunque e la nuova impresa del gruppo Trident. Ma non e’ mai stato siglato. “Oggi piu’ che mai i lavoratori rischiano di perdere il loro posto di lavoro”: il prossimo 9 marzo, infatti, saranno avviate le procedure di mobilita’. “I lavoratori, che da mesi attendevano speranzosi, ricevono cosi’ un violento colpo che li riporta sulla soglia del baratro della disoccupazione”. Da qui la richiesta della Fit Cisl: “Richiamiamo le autorita’, Capitaneria di porto, Prefettura, associazione industriali ad un intervento capace di sbloccare definitivamente la situazione. Non e’ facendo chiudere un’azienda che si garantisce la concorrenza. nel porto di Trapani di fatto si va verso un ‘legalizzato’ monopolio”. (AGI) Mrg
