Archivio per la Categoria 'aziende industriali'

LAVORO: FEDERMANAGER, DIRIGENTI DONNE GUADAGNANO 12% MENO UOMINI

Wednesday, March 17th, 2010

(AGI) - Roma, 17 mar. - Sono piu’ giovani, piu’ istruite e con una anzianita’ aziendale inferiore a quella dei colleghi uomini: hanno meno di 45 anni. Sono le manager delle industrie italiane che sembrano aver seriamente iniziato a sfondare il famigerato ‘tetto di cristallo’. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Federmanager che, per dare un quadro completo dell’universo dell’alta dirigenza in Italia, ha messo a confronto per la prima volta il punto di vista delle due parti in gioco, cioe’ quasi 1000 tra donne e uomini, tutti dirigenti in aziende industriali di diversa dimensione, dislocate sull’intero territorio nazionale. Le dirigenti italiane qualche passo avanti lo hanno fatto in primis in termini di retribuzione: se le donne guadagnano ancora un 12% in meno dei colleghi, la parita’ e’ invece quasi raggiunta, e a volte superata, per quanto riguarda i benefit, in particolare polizze assicurative (70,2% contro il 65,3%), stock options (16,7% contro 13,2%) e borse di studio (3,6% contro 1,5%).

“Da questo quadro emerge una situazione non ancora soddisfacente e ben distante dalle situazioni in essere in altri Paesi europei”, sottolinea il presidente Federmanager, Giorgio Ambrogioni, “ma sta evolvendo positivamente, come emerge da un raffronto dei dati di questa indagine con analisi svolte in passato da Federmanager. Diminuisce, seppur troppo lentamente il gap retributivo tra uomini e donne ma, nel contempo, le donne cominciano a primeggiare in settori quali il marketing, la ricerca, la gestione delle risorse umane e nei servizi legali. Leggendo in controluce i dati di cui disponiamo - spiega Ambrogioni - emerge chiaramente come le donne manager siano molto piu’ attente ai valori della selezione meritocratica, della responsabilita’ sociale e dell’etica: sono valori fondamentali per aiutare il Paese ad uscire da una crisi pesante che non e’ solo economico sociale ma anche valoriale”. (AGI) Red

LAVORO: FEDERMANAGER, DIRIGENTI DONNE GUADAGNANO 12% MENO UOMINI

Wednesday, March 17th, 2010

(AGI) - Roma, 17 mar. - Sono piu’ giovani, piu’ istruite e con una anzianita’ aziendale inferiore a quella dei colleghi uomini: hanno meno di 45 anni. Sono le manager delle industrie italiane che sembrano aver seriamente iniziato a sfondare il famigerato ‘tetto di cristallo’. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Federmanager che, per dare un quadro completo dell’universo dell’alta dirigenza in Italia, ha messo a confronto per la prima volta il punto di vista delle due parti in gioco, cioe’ quasi 1000 tra donne e uomini, tutti dirigenti in aziende industriali di diversa dimensione, dislocate sull’intero territorio nazionale. Le dirigenti italiane qualche passo avanti lo hanno fatto in primis in termini di retribuzione: se le donne guadagnano ancora un 12% in meno dei colleghi, la parita’ e’ invece quasi raggiunta, e a volte superata, per quanto riguarda i benefit, in particolare polizze assicurative (70,2% contro il 65,3%), stock options (16,7% contro 13,2%) e borse di studio (3,6% contro 1,5%).

“Da questo quadro emerge una situazione non ancora soddisfacente e ben distante dalle situazioni in essere in altri Paesi europei”, sottolinea il presidente Federmanager, Giorgio Ambrogioni, “ma sta evolvendo positivamente, come emerge da un raffronto dei dati di questa indagine con analisi svolte in passato da Federmanager. Diminuisce, seppur troppo lentamente il gap retributivo tra uomini e donne ma, nel contempo, le donne cominciano a primeggiare in settori quali il marketing, la ricerca, la gestione delle risorse umane e nei servizi legali. Leggendo in controluce i dati di cui disponiamo - spiega Ambrogioni - emerge chiaramente come le donne manager siano molto piu’ attente ai valori della selezione meritocratica, della responsabilita’ sociale e dell’etica: sono valori fondamentali per aiutare il Paese ad uscire da una crisi pesante che non e’ solo economico sociale ma anche valoriale”. (AGI) Red

FINCANTIERI: COMMISSIONE UE FIRMA CONTRATTO PER PROGETTO BESST

Tuesday, March 16th, 2010

(AGI) - Trieste, 16 mar. - A Bruxelles la Commissione Europea ha firmato il contratto di finanziamento per il progetto di ricerca BESST (”Breakthrough in European Ship and Shipbuilding Technologies”), avviato lo scorso primo settembre da un consorzio composto dai principali cantieri europei, coordinato da Fincantieri. Il progetto avra’ una durata di tre anni e mezzo. Promosso da EUROYARDS, Geie (Gruppo europeo di interesse economico), il progetto BESST ha lo scopo di migliorare il profilo tecnologico del prodotto nave in Europa in termini di competitivita’, compatibilita’ ambientale e sicurezza, con particolare riferimento alle navi cruise, ai traghetti e ai mega-yacht. BESST e’ partecipato dai principali cantieri europei, tra cui Fincantieri, Meyer Werft, STX Finland, STX France, Thyssen Krupp Marine Systems e Damen Group, da venti tra istituti di ricerca e universita’, cinque societa’ di classifica e 31 aziende industriali (di cui 17 pmi). Uno specifico advisory group permettera’ una stretta interazione con le societa’ armatrici, mentre una struttura di gestione multi-livello, realizzata sulla base delle precedenti esperienze nel campo dei progetti di ricerca e sviluppo e dei progetti commerciali dei cantieri navali, permettera’ ai 64 partner del progetto di concentrare le attivita’ in modo specifico e mirato per raggiungere gli obiettivi programmati. Il consorzio BESST punta a una costante collaborazione nell’ambito della ricerca e sviluppo per superare la storica frammentazione della cantieristica navale europea e affrontare le sfide dei grandi cantieri asiatici, coniugando l’alta flessibilita’ dei gruppi industriali piu’ piccoli con la massa critica necessaria a raggiungere livelli di innovazione che abbiano impatto sul mercato. Il progetto si propone infatti di garantire e migliorare la posizione competitiva dei cantieri navali europei nel medio e lungo periodo, stimando un risparmio nei costi durante il ciclo di vita di una nave da crociera classe Panamax pari a 120 milioni di euro e una riduzione delle emissioni di CO2 di circa il 12% per nave. Le principali aree di sviluppo delle attivita’ tecniche includeranno l’ottimizzazione degli spazi e la manutenzione a bordo, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni, oltre a un monitoraggio continuo delle condizioni di esercizio, della catena logistica e della sicurezza a bordo. I risultati del progetto saranno applicati anche ad altri tipi di nave costruiti in Europa grazie alla modularita’ e adattabilita’ delle soluzioni identificate. (AGI) Cli/Ts/Eli

CRISI: BANKITALIA, PIU’ COLPITE IMPRESE NORD-OVEST E CENTRO

Sunday, December 27th, 2009

(AGI) - Roma, 27 dic. - La crisi ha pesato piu’ sulle imprese del Nord-ovest e del Centro Italia: il 30% delle aziende di queste due aree dichiara infatti di aver risentito “molto” delle difficolta’ economiche, contro il 26% del Nord-est e il 23% del Mezzogiorno. E’ quanto si legge sull’Occasional Paper “La crisi internazionale e il sistema produttivo italiano: un’analisi su dati a lovello d’impresa” di Bankitalia.

“La quasi totalita’ delle imprese ha affermato di aver

subito gli effetti della crisi - si legge nello studio -

giudicandola piu’ grave delle precedenti e indicando

nell’autunno 2008 l’avvio della sua fase piu’ acuto”. La contrazione media del fatturato, si legge nell’indagine, e’ stata tra il 19 e il 20% in tutte le aree del Bel Paese, mentre solamente l’8,7% delle imprese al Nordo-ovest e al Centro, ha

dichiarato di non aver risentiro “per nulla” della crisi, contro il 10,4% di aziende del Sud e il 9,5% del nord-est.

Tra le principali difficolta’ riscontrate c’e’ il calo della domanda: ne soffre il 79,6% delle aziende industriali e il 60,3% di quelle dei servizi. Poi c’e’ il pagamento dei committenti (oltre il 60% del totale). Minori difficolta’ invece per il reperimento dei fondi (intorno al 22% del totale) e per il reperimento delle materie prime (oltre il 5%). (AGI) Ila

INDUSTRIA: PORTOVESME-ALCOA,SINDACATI PARZIALMENTE SODDISFATTI

Thursday, November 5th, 2009

(AGI) - Cagliari, 5 nov. - Rientrano da Roma “parzialmente soddisfatti” i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che questa mattina hanno partecipato agli incontri al ministero dello Sviluppo economico per discutere del problema energetico che riguarda le aziende industriali Portovesme srl e Alcoa. Alle riunioni erano presenti il presidente della regione Ugo Cappellacci, la presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo, l’assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa, insieme ai rappresentanti delle due aziende, al responsabile dell’Autorita’ per l’energia Bordoni. Le novita’ riguardano soprattutto la Portovesme Srl. Gia’ domani - secondo quanto affermano i sindacati - il Cipe dovrebbe approvare il Contratto di programma che prevede il finanziamento con 150 milioni di euro del raddoppio produttivo dell’elettrolitico. La Regione, che ha fissato per martedi’ prossimo un incontro a Cagliari con le organizzazioni sindacali, definira’ quanto prima il percorso di autorizzazione del parco eolico della Portovesme Srl (da realizzare con altri 150 milioni di euro, 25 dei quali a carico dello Stato, i restanti investiti dall’azienda). (AGI)

Cli/Sol/Cog

SICILIA: BANKITALIA, CREDITO DIFFICILE PER FAMIGLIE E IMPRESE

Thursday, November 5th, 2009

(AGI) - Palermo, 5 nov. - Per imprese e famiglie e’ sempre piu’ difficile accedere al credito in Sicilia per via della recessione e dei criteri piu’ rigidi imposti da banche e societa’ finanziarie. Secondo la Banca d’Italia, nella prima meta’ del 2009 “e’ proseguito il rallentamento dei prestiti bancari alla clientela iniziato nel 2007″. Il tasso di crescita dei finanziamenti bancari e’ sceso, tra dicembre 2008 e giugno 2009, dal 5,6 al 3,4 per cento su base annua. I finanziamenti alle imprese sono aumentati del 2,2 per cento contro il 5 per cento di fine 2008. Secondo un sondaggio di Bankitalia su un campione di un centinaio di imprese siciliane con piu’ di 20 addetti, tra la fine di settembre e meta’ ottobre: il 23,9 per cento delle aziende industriali e di servizi ha registrato un inasprimento delle condizioni complessive di indebitamento con le banche (era il 40 per cento nel 2008). I prestiti alle famiglie consumatrici sono aumentati del 3,1 per cento (6,2 a dicembre); in rallentamento e’ risultato il credito al consumo (5,9 per cento rispetto al 9,2 di dicembre). I flussi di credito alle famiglie consumatrici per l’acquisto di abitazioni si sono ridotti nel primo semestre 2009 del -23 per cento. Peggiorata la qualita’ del credito. Il flusso di nuove sofferenze e’ cresciuto dell’1,8 per cento. (AGI)

Cli/Pa/Rap/Mzu

CRISI: INDUSTRIA LOMBARDIA, -10,5% NEL TERZO TRIMESTRE

Tuesday, October 27th, 2009

(AGI) - Milano, 27 ott. - Terzo trimestre 2009 ancora in calo per il manifatturiero lombardo: i livelli produttivi scendono del 10,5%. Un po’ meglio solo la citta’ di Milano che, a parita’ di giorni lavorativi, fa segnare un calo limitato al 9,3%. E’ quanto emerge dall’analisi congiunturale sull’industria e l’artigianato manifatturiero di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia effettuata, in collaborazione con le Associazioni regionali dell’artigianato, attraverso 1.474 interviste ad aziende industriali. Negativi anche fatturato interno ed estero, a Milano rispettivamente -11,8% in un anno e -10,5%, sempre migliori rispetto alla performance media regionale (rispetto al 2008 fatturato interno -15,3%, estero -11,6%). Piu’ rassicurante il dato sugli ordini esteri, -2,1% a Milano contro il -4,5% lombardo. E’ proprio sugli ordini che si avvertono alcuni segnali di ripresa: rispetto al secondo trimestre 2009 quelli interni sono cresciuti dell’1,9% e quelli esteri dell’1%. “Sono oltre trecento le aziende milanesi che la Camera di commercio ha aiutato contro la crisi negli ultimi mesi - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Per loro un accesso al credito piu’ semplice grazie ad un contributo capace di agevolare i prestiti bancari per una cifra pari a trenta milioni di euro”. (AGI)

Red/Ven

INDUSTRIA: TRENTINO, CGIL FATTURATO 2008 FERMO A +1%

Thursday, October 22nd, 2009

(AGI) - Trento, 22 ott. - La Cgil del Trentino ha diffuso i dati di bilancio delle industrie piu’ significative presenti in provincia. I dati dei bilanci 2008 sono relativi a 58 societa’ metalmeccaniche, 19 chimiche, 7 del tessile, abbigliamento, calzature, 8 dell’alimentare, 8 del cartario e 12 gruppi o aziende di settori diversi.

Il fatturato 2008 delle aziende del campione e’ stato pari a 3,91 miliardi di euro, con una crescita del 1% rispetto all’anno precedente. Il meccanico e’ cresciuto del 5,1%. Si riducono invece i fatturati di tutti gli altri settori del manifatturiero a partire dal tessile (-7,2%), passando poi per il chimico (-1,3%), per l’alimentare (-1,8%) e infine per il cartario (-0,2%).

Secondo la Cgil di Trento nel corso degli ultimi cinque anni emergerebbe che nel 2004 si e’ registrata una crescita discreta in tutti i settori industriali (+8,2%), mentre il 2005 e’ stato un anno di consolidamento della crescita (pari allora ad un 4,1%). Nel biennio successivo la crescita complessiva dei fatturati anche in Trentino era stata significativa, raggiungendo il 14,3% nel 2006 (con ottime performance in particolare nei settori chimico, meccanico e tessile) e l’8,3% nel 2007. Nel 2008 la crescita si e’ invece fermata all’1%, preannunciando un 2009 di recessione.

Circa l’andamento degli utili di impresa, nel corso del 2008 le aziende industriali trentine del campione hanno fatto registrare utili per 58,9 milioni di euro pari al 1,5% del fatturato. Sono in attivo tutti i settori tranne il tessile e il cartario. Nel settore meccanico l’utile netto e’ pari al 2,9% del fatturato, nel chimico al 2,9%, nell’alimentare al 2,3%. Nel tessile e’ negativo per il 2,6% e nel cartario per il 4,3%. L’entita’ complessiva degli utili si riduce rispetto al 2007 ed aumentano le aziende in perdita (34 su 112). Il margine operativo, differenza tra il valore della produzione e i costi prima della gestione finanziaria, e’ stato di 189,8 milioni di euro, corrispondenti al 4,9% del fatturato, in calo rispetto al 5,6% del 2007. Nei campioni degli anni precedenti il margine operativo era stato pari al 5,3% nel 2006, al 5,6% nel 2005, al 5,3 % nel 2004, al 4,5% nel 2003, al 5.4% nel 2002, al 5,5% nel 2001, al 4,7% nel 2000, al 6,9% nel 1999 e al 7,8% nel 1998. (AGI)

Cli/Tn/Ila

ZONE FRANCHE: SCAJOLA, MERCOLEDI’ 28 ASSEGNAZIONE DEI BENEFICI

Tuesday, October 20th, 2009

(AGI) - Principato di Monaco, 20 ott. - “Tra pochi giorni, mercoledi’ 28 ottobre, al mio ministero, faremo le assegnazioni dei benefici alle zone franche italiane. In tutto sono 22 e tra queste ho inserito anche Ventimiglia”. Ad annunciarlo e’ stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ieri sera e’ stato in visita nel Principato di Monaco per incontrare una delegazione governativa e parlare di trasporti, ferrovie, e zone franche. “Questo significa - ha affermato il ministro, riferendosi alle zone franche - sgravi fiscali e contributivi per tutte le nuove aziende, industriali ed artigianali, che si insedieranno nelle aree franche di Ventimiglia. Uno strumento interessante per questi benefici che sicuramente invoglieranno a creare nuove attivita’ nel territorio”. (AGI)

Cli/Ge/Zeb

FONDO PREVIDENZA DIRIGENTI GIORNALI: INSEDIATO NUOVO CDA

Tuesday, October 6th, 2009

(AGI) - Roma, 6 ott. - Si e’ insediato oggi il nuovo Consiglio di Amministrazione del Fondo Previdenza Dirigenti Giornali Quotidiani ricostituito per il periodo 2009-2013 dalle organizzazioni sindacali del settore. Del Consiglio di Amministrazione fanno parte Roberto Cilenti, Giulio Dalla Chiesa, Franco Fontana, Sergio Moschetti, Giuseppe Zavatta, Giancarlo Zingoni, in rappresentanza della Federazione Italiana Editori Giornali e della Associazione Stampatori Giornali, e Aurelio Bonsignori, Giorgio Casinelli, Giorgio Garzi, Giovanni Fossati, Dante Mosca, Mario Tagliafierro, in rappresentanza della Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali (Federmanager) e del Sindacato dei Dirigenti dei Giornali Quotidiani.

Il Collegio dei Revisori risulta composto dal Presidente, Sergio Monetti, dai Revisori effettivi, Massimiliano Magagnoli e Guido Scognamiglio e dai Revisori Supplenti, Claudia Gianbanco e Massimo Sommella. Presidente del Fondo e’ stato riconfermato Giancarlo Zingoni.(AGI)

Red

CRISI: SISTEMA MODA ITALIA, INCENTIVI? NON C’E’ SOLO L’AUTO

Wednesday, September 30th, 2009

(AGI) - Roma, 30 set. - L’economia italiana non e’ fatta solo dall’industria dell’auto: un peso rilevante ce l’ha la filiera della moda che, tuttavia, non ha mai usufruito di aiuti statali. A lanciare il sasso nello stagno e’ Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, che oggi ha riunito la giunta per affrontare il caso dell’etichettatura del ‘made in Italy’. La giunta di Sistema Moda Italia, ha dato mandato a Tronconi di intensificare il confronto con il Governo, assieme alle altre associazioni di categoria del settore moda (aziende industriali e artigiane della filiera produttiva del tessile-abbigliamento-pelli-cuoio-calzature-occhiali), per condividere un piano di azione a sostegno della competitivita’ della filiera produttiva nazionale. Michele Tronconi al riguardo ha ricordato che: “La sola industria del tessile-abbigliamento nel 2008 ha dato lavoro a oltre 500.000 addetti contro i 174.000 del settore auto e ha contribuito significativamente, con circa 10 miliardi di euro, all’attivo della bilancia commerciale, pur senza aver mai beneficiato di aiuti indispensabili per il mantenimento dell’integrita’ della filiera”.

Tornando alla questione delle etichette, l’organismo esecutivo di Sistema Moda Italia ha deliberato all’unanimita’ il sostegno ad una normativa italiana che istituisca l’obbligo di un’etichettatura Made in Italy e/o di un sistema di tracciabilita’ per i prodotti del settore tessile-abbigliamento-moda, anche a partire da iniziative legislative del Parlamento italiano. (AGI)

Red

IT: ASSINFORM, PRIMO SEMESTRE -9%: A RISCHIO 20MILA POSTI

Tuesday, September 29th, 2009

(AGI) - Milano, 29 set. - Il mercato italiano dell’Information techology ha registrato la peggior performance semestrale dal 1991 ad oggi, facendo segnare un meno nove per cento sul primo semestre del 2008, che potrebbe costare 20mila posti di lavoro a un settore che vale 9142 milioni di euro. “L’arretramento riguarda tutti i comparti dall’hardware, al software, ai servizi e tutti gli utilizzatori - ha spiegato il presidente di Assinform Paolo Angelucci - Le nostre stime sull’occupazione indicano che, con questo trend, a fine anno saranno 20mila i posti di lavoro persi”. In particolare, il crollo della domanda e’ pesante per il comparto hardware, che si contrae del 15,7 per cento, mentre software e servizi si fermano rispettivamente a -4,1 e -7,3 per cento. Tuttavia, “il dato sull’hardware era prevedibile”, mentre hanno destato piu’ stupore e piu’ preoccupazione i dati relativi a software e servizi, con una caduta “in termini molto piu’ pesanti e veloci del previsto” e con “le dinamiche di queste due voci che si riflettono sull’occupazione”. Assinform ha elaborato sei linee guida per affrontare la situazione, soprattutto dal punto di vista occupazionale. “Dobbiamo essere consapevoli - ha ricordato Angelucci - che l’It, con 97mila imprese e 390mila addetti, costituisce una delle piu’ rilevanti realta’ industriali del Paese, pari al 2,8 per cento del Pil”. Per questo secondo l’associazione sarebbe necessario agire “con sei linee di intervento. Alle banche chiediamo di rafforzare il credito all’innovazione, sostenendo le aziende It e le aziende industriali e dei servizi che intendono investire in It. Dai nostri dati e’ emerso che e’ aumentato del 25 % il nucleo di aziende che hanno previsto nei loro budget lo sviluppo di nuovi progetti: queste imprese non vanno lasciate sole”. Per quanto riguarda le istituzione, invece, Assinform propone quattro idee. Due a costo zero: la prima prevede che “venga accelerata la spesa pubblica gia’ stanziata dalle amministrazione”, mentre la seconda che “si utilizzino le risorse gia’ disponibili per la formazione, con regole piu’ facili di utilizzo”. “Queste due riforme - ha detto Angelucci - sono a costo zero e devono essere fatte e vanno fatte velocemente”. Le altre due proposte, che Assinform definisce come interventi a basso costo, riguardano “incentivi per la “rottamazione” del software vecchio, in modo da promuovere l’ammodernamento dei processi di gestione delle nostre imprese e di finanziare il progetto It di Industria 2015, destinato a migliorare la qualita’ dello stesso made in Italy tecnologico”. Per quanto riguarda i segnali di ripresa, Angelucci ha concluso spiegando che “ci sono, ma a macchia di leopardo. Ora bisogna aiutare chi si sta riprendendo” e, dopo aver superato il peggior momento dal punto di vista economico, “bisogna affrontare il peggio occupazionale”. °(AGI)

Cli/Pag

CRISI: TRONCHETTI, ANCORA NON RISOLTA MA PERCORSO DI USCITA

Thursday, September 17th, 2009

(AGI) - Milano, 17 set. - La crisi economica globale e’ ancora lontana da una soluzione, ma “diversamente da pochi mesi fa, si vede il percorso per uscire”: e’ con una certa sorpresa che il presidente del gruppo Pirelli Marco Tronchetti Provera parla delle prospettive migliori per l’economia globale, ammettendo di non avere individuato “il meccanismo che ha permesso di creare questo fenomeno globale”.

La differenza di clima rispetto ai primi mesi dell’anno e’ confermata dal fatto che “le risorse gradualmente stanno tornando al sistema produttivo: non e’ stata fatta un’analisi di questo fenomeno, frutto dello sforzo coordinato dei diversi Paesi concentrati sulle situazioni locali ma sempre aperti al confronto con il sistema globale”. L’imprenditore ne ha parlato in occasione della presentazione del libro di Orazio Carabini sulla generazione ‘no risk’ di risparmiatori. In particolare, Tronchetti ha ricordato i recenti successi delle emissioni obbligazionarie da parte delle aziende industriali: “Qualche mese fa - ha commentato - nessuno avrebbe immaginato che ci sarebbe stata la corsa a investire in corporate bond”. (AGI)

Ven/Msc