Archivio per la Categoria 'impianti industriali'

CONSIGLIERI SINISTRA BLOCCATI DA MALTEMPO,SALTA CONFERENZA STAMPA

Wednesday, March 10th, 2010

(AGI) - Cagliari, 10 mar. - E’ stata annullata la prevista conferenza stampa del gruppo Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori convocata stamane in Consiglio regionale per illustrare una proposta di legge sull’acquisizione da parte della Regione degli impianti industriali in stato di crisi. I consiglieri, impegnati nella penisola in un’iniziativa politica, sono rimasti bloccati all’aeroporto di Firenze a causa del maltempo. La conferenza stampa e’ stata rinviata a data da destinarsi. (AGI) Rob

MAXITRUFFA A STATO E UE DA 30 MLN IN SICILIA, TRE ARRESTI

Friday, March 5th, 2010

(AGI) - Palermo, 5 mar. - Stabilimenti industriali realizzati frodando Stato e Unione europea, con il ruolo deicisivo dei colletti bianchi. Un impero della nautica che si fondava sui soldi pubblici. E’ quando scoperto dalla Guardia di finanza che ha fatto luce su un’associazione a delinquere dedita alla commissione di truffe al bilancio dello Stato e dell’Unione europea per un valore di 30 milioni di euro. Tre gli arresti eseguito, oltre al sequestro preventivo di beni mobili, immobili e quote societarie per oltre 18 milioni di euro, tra Sicilia e Lombardia. Ancora in corso le indagini sulla rete di complicita’, anche all’estero. Con il coordinamento del comandante regionale Sicilia, i comandi provinciali della Guardia di finanza di Palermo ed Agrigento hanno concluso una complessa attivita’ di polizia giudiziaria che ha consentito di smantellare di un gruppo criminale dedito alla realizzazione di truffe finalizzate all’indebita percezione di finanziamenti nazionali e comunitari nell’ambito dei programmi di investimento previsti dalla legge 488/92 e dal Por Sicilia 2000/2006. Gli investimenti erano finalizzati alla costruzione di stabilimenti industriali a Termini Imerese e Vicari, nel palermitano, e a Cammarata (Agrigento), nei settori della nautica da diporto e charter nautico, lavorazione del legno e fabbricazione di apparecchiature per il controllo dei processi industriali. L’impatto dei finanziamenti sul territorio siciliano prevedeva la creazione di 800 posti di lavoro. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci, e dal sostituto Sergio Demontis, si sono protratte per oltre due anni. Gli elementi raccolti hanno consentito al gip Fernando Sestito, di emettere il provvedimento a seguito del quale sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare personale, di cui due in carcere, e il sequestro preventivo anche nella misura “per equivalente” di immobili, attrezzature, macchinari, autovetture e quote societarie, per un valore stimato di oltre 18 milioni di euro. Bloccata inoltre l’erogazione di oltre 10 milioni di euro che gli enti erogatori avevano gia’ concesso, consentendo quindi un corrispondente risparmio netto per l’erario pubblico. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti dell’imprenditore Roberto Grippi, 50 anni, finito in carcere come Salvatore Catalano, 52 anni, e il manager bancario Stefano Feo, 42 anni, posto ai domiciliari. “E’ il classico delitto dei colletti bianchi perche’ vengono drenate risorse sottratte illecitamente a imprese che hanno scelto la strada della legalita’ - ha detto il comandante della Guardia di Finanza di Paleremo, Carlo Li Colsi -. Il meccanismo della truffa e’ quello classico della interposizione fittizia di societa’ estere che si intermediano tra un fornitore e’ un utilizzatore emette fatture per operazioni inesistenti e cio’ consente di gonfiare i costi. Operazioni che hanno consentito la realizzazione di impianti industriali nel Palermitano e nell’Agrigentino”. (AGI) Mrg (Segue)

TRUFFA CON LE ‘BOLLICINE’ DA 3,2 MLN, SETTE DENUNCIATI

Monday, March 1st, 2010

(AGI) - Catania, 1 mar. - Sette persone sono state denunciate a Catania per una truffa all’Unione europea e allo Stato da 3,2 milioni di euro. I finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria della guardia di finanza di Catania hanno accertato l’indebita percezione di agevolazioni finanziare da parte di una societa’ del settore dell’imbottigliamento di bevande gassate. I denunciati devono rispondere di truffa aggravata e falso. L’esame della documentazione amministrativo-contabile ha permesso di appurare che la societa’ avrebbe illegittimamente percepito i contributi pubblici ricorrendo ad artifizi e raggiri. La ditta beneficiaria, infatti, anziche’ realizzare due distinti impianti industriali destinati a produrre, ciascuno, lattine e bottigliette in pet da 33 centilitri, la cui ultimazione ed entrata in funzione era stata piu’ volte annunciata, ha effettuato, invece, investimenti limitati e totalmente difformi dagli originari progetti, integrando nelle linee produttive anche macchinari usati prelevati da preesistenti stabilimenti in disuso. Il tutto favorito da soggetti compiacenti, inseriti nella struttura dell’istituto concessionario che, anziche’ vigilare, per conto del competente ministero, sulla regolare realizzazione degli impianti e sulla conformita’ degli stessi rispetto ai progetti originari, hanno contribuito a realizzare la frode attraverso la predisposizione di stratagemmi documentali preordinati per giustificare i finanziamenti e per impedire o rendere piu’ difficoltosi gli accertamenti. La truffa e’ stata segnalata al ministero delle Attivita’ produttive ai fini del recupero del contributo gia’ concesso, e alla procura regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti, per i profili di danno erariale. (AGI) Cli/Pa/Mrg/Mzu

AMBIENTE: DOSSIER LEGAMBIENTE, CARBONE SCELTA FOLLE

Wednesday, February 10th, 2010

(AGI) - Reggio Calabria, 10 feb. - “Continua la folle marcia indietro dell’Italia verso la preistoria energetica. Dopo Civitavecchia, Vado Ligure, Fiumesanto e Porto Tolle, e’ atteso per domani l’ok della Commissione Via nazionale alla nuova centrale a carbone di Saline Joniche in provincia di Reggio Calabria. Superano cosi’ i 32 milioni le tonnellate di CO2 in piu’ all’anno prodotte dagli impianti a carbone autorizzati, che diverranno 39 milioni circa con le future autorizzazioni. Un livello di emissioni altissimo che contrasta in modo evidente con l’impegno assunto dal nostro Paese in sede europea per ridurre i gas serra di 60 milioni di tonnellate entro il 2020″. E’ questo lo scenario delineato dal dossier di Legambiente “Carbone: vecchio, sporco e cattivo” sull’inquinamento causato dal combustibile killer del clima, presentato questa mattina a Reggio Calabria. Il quadro che emerge dal dossier di Legambiente e’ quello di un’Italia che dovra’ necessariamente giocare sulla produzione termoelettrica la partita strategica per la lotta ai cambiamenti climatici, visto che si tratta del settore che emette la maggior quantita’ di gas a effetto serra. Nel 2007 le centrali termoelettriche, infatti, hanno rappresentato il 29% circa delle emissioni totali, che sono aumentate rispetto al 1990 del 17,6%. Il carbone, propagandato come pulito ed economico, rappresenta il maggiore pericolo che il nostro Paese ha di fronte se vuole raggiungere gli obiettivi previsti dall’Unione europea che impone all’Italia una riduzione vincolante del 5,2% rispetto al 1990 da raggiungere entro il 2020. Infatti, se dovessero entrare in funzione tutti i progetti avviati e ormai conclusi (Civitavecchia), autorizzati fino ad oggi (Fiumesanto, Vado Ligure e Porto Tolle, a cui aggiungiamo Saline Joniche) o ipotizzati (Rossano Calabro), a regime si produrrebbero in piu’ quasi 39 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 all’anno, a fronte dell’impegno europeo preso dall’Italia di ridurre le sue emissioni di gas serra di 60 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2020. Secondo il rapporto di Legambiente, nel 2008 le 12 centrali a carbone in funzione sono stati gli impianti industriali che hanno sforato di piu’ rispetto ai limiti sulla CO2 fissati dall’Unione europea e pertanto dovranno pagare le multe piu’ alte. Nella classifica di Legambiente sul podio degli impianti a carbone a maggiore emissione di CO2 si trovano quello dell’Enel di Brindisi Sud che, con 14,9 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 ha sforato di 3,9 Mt i limiti europei Ets, la centrale di Fusina (4,8 Mt), e l’impianto Tirreno Power di Vado Ligure (4,3 Mt). (AGI) Com (Segue)

NUCLEARE: LA SICILIA DICE NO E INTANTO CHIEDE RISARCIMENTI

Wednesday, January 27th, 2010

(AGI) - Palermo, 27 gen. - “La Sicilia non ha piu’ margini di tollerabilita’ ambientale che consentano l’insediamento di impianti nucleari”. Questa la netta opposizione del governo regionale illustrata oggi dall’assessore all’Energia, Pier Carmelo Russo, nel corso della conferenza Stato-Regioni a Roma. Un voto unanime dell’Ars ha gia’ impegnato la Regione a dire no all’ipotesi di siti nucleari nel proprio territorio, e oggi Russo ha argomentato la scelta con un richiamo alle conseguenze non solo ambientali ma anche cliniche prodotte dalla presenza di impianti industriali ad altissimo impatto negativo come quelli di Priolo, Gela e Milazzo. Si tratta di impianti che, secondo gli studi dell’Ebm (Evidence Based Medicine), “hanno gia’ comportato -ha spiegato Russo- gravi effetti sui livelli di salubrita’ collettiva e sulle condizioni individuali, dei quali allo stato non e’ data la possibilita’ di prevedere l’ulteriore durata. Non e’ anzi escluso -ha aggiunto l’assessore- che fenomeni patogeni particolarmente gravi possano acquisire carattere di permanenza, ove incidano a livello genetico. La Sicilia e i siciliani hanno sopportato e sopportano in sostanza, nell’interesse nazionale, un peso che non puo’ rimanere estraneo al dibattito sull’energia nucleare”.

Per l’assessore occorre dunque chiedersi se la Sicilia ha margini di tollerabilita’ residua che consentano l’insediamento di impianti nucleari e la risposta e’ no: “Si creerebbe infatti una condizione di sovrapposizione nel territorio simile a quella dell’equipaggio troppo numeroso che esporrebbe la Sicilia a una intollerabile condizione di rischio aggiuntivo e di occupazione territoriale sostanzialmente non governabili”. Andrebbero invece verificate le condizioni di un alleggerimento degli insediamenti gia’ esistenti. E in piu’ si dovrebbe pensare a definire “il risarcimento dovuto ai siciliani per la maggiore spesa sanitaria sopportata, per il disagio territoriale e per i danni ambientali subiti”. Da li’ in poi, e’ la linea della Regione, si potra’ cominciare a discutere di tutte le altre forme di energia. E quanto al risarcimento, il governo siciliano pensa a un prelievo sulle accise petrolifere “per un lasso di tempo sufficientemente congruo”. (AGI) Rap/Mzu

MONTEFIBRE: MSE,DA ‘MARGHERA NUOVA’ INTERESSE PER IMPIANTI VENETI

Tuesday, January 12th, 2010

(AGI) - Roma, 12 gen. - Il consorzio ‘Marghera Nuova’ e’ interessato a rilanciare la ‘Montefibre’ di Marghera (Venezia). E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Ministero dell’Sviluppo Economico. “Il Capo di gabinetto del Ministero, Luigi Mastrobuono - continua il comunicato -, ha infatti incontrato Ivan Palasgo ed una delegazione del Consorzo di ‘Marghera Nuova’ (aderente alla Associazione delle Piccole imprese di Venezia) che hanno manifestato interesse per il rilancio degli impianti industriali del sito ‘Montefibre’ di Marghera”.

“Da parte sua Mastrobuono ha confermato l’impegno del ministro Claudio Scajola a favorire il confronto con la proprieta’ di ‘Montefibre’ e, soprattutto, a far si’ che si possa riprendere il piu’ rapidamente possibile la produzione di eccellenza che per anni ha caratterizzato il sito veneto. In questo quadro saranno attivati, gia’ dai prossimi giorni, i necessari confronti”. (AGI) Red/Fri

CRISI: CONFINDUSTRIA PUGLIA, PRECCUPATI PER ECONOMIA REGIONALE

Tuesday, December 22nd, 2009

(AGI) - Bari, 22 dic. - Per Confindustria Puglia,i Fondi FAS non vengono ancora erogati alla Puglia ” ma non possiamo e vogliamo neppure tacere una eguale preoccupazione per la ancora debole capacita’ di spesa in Puglia dei precedenti Fondi Fas e dei Fondi comunitari, con l’eccezione di quelli destinati al finanziamento alle imprese. Non e’ solo la Regione che spende lentamente, ma anche l’intero sistema delle Autonomia locali, sia pure con alcune eccezioni. E se e’ vero che molti Comuni e Province sono ai limiti di spesa delle soglie fissate dal Patto di stabilita’ interno, e’ anche vero che si stanno accumulando da tempo ritardi ormai insostenibili nella definizione dei piani di spesa di risorse, come ad esempio quelle destinati alle 10 AREE VASTE della Puglia”. “Occorre - secondo Confindustria Puglia-un cambio di passo nella politica della spesa per investimenti da parte della Regione e del sistema delle autonomie locali in Puglia. Ma allora, proprio per i ritardi ormai gravi nella definizione e nell’avvio dei programmi di spesa dei finanziamenti comunitari, sarebbe stato auspicabile che Regione ed Enti locali almeno non ostacolassero i programmi di investimenti di grandi imprese italiane ed estere che da anni vogliono investire per creare e potenziare impianti industriali e grandi centri di servizi nel nostro territorio e che invece devono subire una sistematica e irriducibile opposizione di alcune Amministrazioni e di associazioni, preoccupate solo di fare ostruzionismo”. Confindustria Puglia - proprio perche’ aveva condiviso la scelta di puntare sul potenziamento delle rinnovabili sul nostro territorio - deve lamentare ad oggi la lentezza con cui vengono approvati i vari piani presentati per investimenti nell’eolico, nel fotovoltaico e nelle centrali a biomasse.(AGI) Cli/tTib (Segue)

LAVAZZA: OLTRE 1,1 MLD EURO FATTURATO 2009

Thursday, December 10th, 2009

(AGI) - Torino, 10 dic. - Lavazza, tra le principali aziende

produttrici di caffe’ al mondo, chiude il 2009 con un fatturato

di oltre 1,1 miliardi di euro, in linea con il 2008,

confermando un risultato operativo intorno al 13%. “Nonostante

la crisi sono stati raggiunti e ribaditi i piani di sviluppo

sia in Italia che all’estero - ha spiegato oggi l’ad del

gruppo, Gaetano Mele, in conferenza stampa - compresa la

strategia di investimenti sul prodotto”.

L’azienda torinese “ha mantenuto la redditivita’ sui

livelli del 2008 - ha detto Mele - grazie ad un efficace

controllo dei costi fissi e all’ottimizzazione delle spese di

marketing, oltre al favorevole andamento del costo delle

materie prime e del crudo in particolare”. Lavazza ha

rafforzato la propria leadership sul mercato italiano

raggiungendo una quota, nel 2009, pari al 47,6% nel retail “e

ha visto una particolare crescita nel porzionato - ha

proseguito - grazie all’eccellente andamento di ‘A Modo Mio’,

la macchina per l’espresso a cialde introdotta anche nel

mercato internazionale”.

Per quanto riguarda l’estero, e’ stato raggiunto un

risultato “molto positivo” nelle aree che Lavazza ritiene

strategiche per la propria espansione: Est Europa, Sud America,

Sud-Est Asiatico e Australia, dove, nonostante il deprezzamento

delle valute locali verso l’euro, “sono stati registrati trend

di crescita a doppia cifra”. Il gruppo Lavazza, e’ stato

ribadito, intende proseguire il processo di sviluppo di

impianti industriali e tecnologie produttive “come conferma

l’annuncio recente della costruzione di un nuovo stabilimento a

Sri City (India), che entro tre anni sara’ in grado di

rifornire l’intero mercato asiatico”.

“Il 2009 e’ stato un anno di scelte strategiche importanti

per Lavazza - ha affermato Mele - in un periodo difficile a

livello mondiale, il gruppo ha infatti deciso di scommettere

sul futuro progettando, come e’ noto, la costruzione di una

nuova sede a Torino e puntando sui mercati esteri. Nel 2010

puntiamo a mantenere il risultato operativo sui livelli degli

ultimi anni, continuando a crescere sia dal punto di vista

dello sviluppo organico che attraverso nuove acquisizioni”.

(AGI)

Vai/Chi

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LAVAZZA: OLTRE 1,1 MLD EURO FATTURATO 2009

Thursday, December 10th, 2009

(AGI) - Torino, 10 dic. - Lavazza, tra le principali aziende produttrici di caffe’ al mondo, chiude il 2009 con un fatturato di oltre 1,1 miliardi di euro, in linea con il 2008, confermando un risultato operativo intorno al 13%. “Nonostante la crisi sono stati raggiunti e ribaditi i piani di sviluppo sia in Italia che all’estero - ha spiegato oggi l’ad del gruppo, Gaetano Mele, in conferenza stampa - compresa la strategia di investimenti sul prodotto”.

L’azienda torinese “ha mantenuto la redditivita’ sui livelli del 2008 - ha detto Mele - grazie ad un efficace controllo dei costi fissi e all’ottimizzazione delle spese di marketing, oltre al favorevole andamento del costo delle materie prime e del crudo in particolare”. Lavazza ha rafforzato la propria leadership sul mercato italiano raggiungendo una quota, nel 2009, pari al 47,6% nel retail “e ha visto una particolare crescita nel porzionato - ha proseguito - grazie all’eccellente andamento di ‘A Modo Mio’, la macchina per l’espresso a cialde introdotta anche nel mercato internazionale”.

Per quanto riguarda l’estero, e’ stato raggiunto un risultato “molto positivo” nelle aree che Lavazza ritiene strategiche per la propria espansione: Est Europa, Sud America, Sud-Est Asiatico e Australia, dove, nonostante il deprezzamento delle valute locali verso l’euro, “sono stati registrati trend di crescita a doppia cifra”. Il gruppo Lavazza, e’ stato ribadito, intende proseguire il processo di sviluppo di impianti industriali e tecnologie produttive “come conferma l’annuncio recente della costruzione di un nuovo stabilimento a Sri City (India), che entro tre anni sara’ in grado di rifornire l’intero mercato asiatico”.

“Il 2009 e’ stato un anno di scelte strategiche importanti per Lavazza - ha affermato Mele - in un periodo difficile a livello mondiale, il gruppo ha infatti deciso di scommettere sul futuro progettando, come e’ noto, la costruzione di una nuova sede a Torino e puntando sui mercati esteri. Nel 2010 puntiamo a mantenere il risultato operativo sui livelli degli ultimi anni, continuando a crescere sia dal punto di vista dello sviluppo organico che attraverso nuove acquisizioni”. (AGI) Vai/Chi

ENERGIA: IREX, TAGLI A RINNOVABILI NON FRENANO LE QUOTAZIONI

Wednesday, November 25th, 2009

(AGI) - Roma, 25 nov. - La ‘green economy’ brilla in Borsa: secondo l’indice degli andamenti dei titoli “verdi” trattati a Piazza Affari, gli emendamenti che vincolano l’energia pulita, proposti dal Governo e contestati dalle associazioni, e i programmi di riduzione degli incentivi non frenano i titoli delle societa’ impegnate nel settore: dall’inizio del 2009 a oggi i volumi scambiati e le quotazioni crescono, a conferma di un trend rialzista. Lo dice l’analisi periodica delle societa’ componenti l’Irex (Italian renewables index). Le quotazioni di questi titoli, come illustra l’indice messo a punto da Althesys, risentono in modo positivo dell’aura di “green economy” che contraddistingue il settore e beneficiano dei numerosi progetti di nuovi impianti. E finora non sembrano nemmeno risentire degli emendamenti che vincolano l’energia pulita, proposti dal Governo e contestati dalle associazioni, e dei programmi di riduzione degli incentivi (Conto energia).

“L’andamento dell’Irex, che traccia nove titoli pure renewables quotati alla Borsa di Milano, riflette il momento effervescente dell’industria delle energie pulite in Italia”, conferma Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, societa’ indipendente di consulenza e ricerca economica, e docente dell’Universita’ Bocconi. “I titoli di queste aziende, pur scontando la volatilita’ dovuta alla ridotta dimensione, riflettono sensibilmente la realizzazione, o l’annuncio, di nuovi progetti. Cio’ ha permesso alle rinnovabili di vivere negli ultimi mesi una fase espansiva accentuata e in anticipo rispetto all’andamento complessivo di Borsa”. Insomma, le elevate potenzialita’ di crescita dell’industria delle rinnovabili - che saranno uno dei temi dell’Irex Annual Report 2010 che Althesys presentera’ l’anno prossimo, - e le attese di buoni rendimenti garantiti dal sistema di incentivi, rendono il settore interessante per gli investitori. E l’attesa di possibili matricole nel comparto (recenti le novita’ di Moncada Energy e Green Age Europe), in un anno di scarsita’ estrema di Ipo, spinge ancor di piu’ la visibilita’ del settore.

Per quanto riguarda i timori che le rinnovabili possano essere una ‘bolla’ come internet, Marangoni e’ ottimista: “Non credo. Se da un lato esistono alcune somiglianze (societa’ giovani, progetti e tecnologie nuove, start-up di ridotte dimensioni, vivacita’ del mercato), dall’altro vi sono molte piu’ certezze: una solida base di ricavi assicurata dagli incentivi e impianti industriali con tecnologie nuove ma consolidate. Certo, vi sono anche elementi di incertezza dovuti alle ridotte dimensioni di alcune imprese e, soprattutto, ai rischi regolatori/tariffari e alle difficolta’ delle procedure autorizzative”. (AGI)P

Ccc

UNIVERSITA’: BOLOGNA, NUOVO RETTORE DIONIGI PRESENTA SQUADRA

Tuesday, November 3rd, 2009

(AGI) - Bologna, 3 nov. - Oltre ai due pro-rettori per la ricerca e la formazione gli altri membri della giunta di ateneo sono: Emilio Ferrari (pro-rettore vicario con delega all’edilizia, ordinario del Settore scientifico disciplinare impianti industriali meccanici); Guido Sarchielli (pro-rettore per le sedi decentrate, ordinario di psicologia del lavoro); Roberto Nicoletti (portavoce della Giunta e con delega agli studenti, ordinario di psicologia presso il dipartimento di Discipline della comunicazione); Carla Faralli (relazione con gli enti esterni, ordinario di Filosofia del diritto presso la facoltà di Giurispridenza); Anna Minarini (collegamento tra organi e servizi universitari, professore associato di Chimica farmaceutica presso il dipartimento di Scienze farmaceutiche); Ornella Montanari (presidente commissione per il personale tecnico amministrativo, professore associato di Letteratura greca presso il dipartimento di Filologia classica e medioevale); Sandro Sandri (presidente commissione bilancio, ordinario di Finanza aziendale presso la facoltà di Economia); Carla Salvaterra (rapporti per l’internazionalizzazione; ricercatrice di Storia romana presso il dipartimento di Storia antica); Maurizio Sobrero (presidente commissione ricerca, ordinario di Ingegneria Gestionale e direttore del dipartimento di Scienze aziendali). (AGI)

Mir/Cli

MACCHINE UTENSILI: JOBS PIACENZA ACQUISISCE REGGIANA SACHMAN

Friday, October 30th, 2009

(AGI) - Piacenza, 30 ott. - Jobs spa, azienda italiana con sede e stabilimenti a Piacenza, leader mondiale nel settore delle macchine utensili, ha reso noto di aver sottoscritto il contratto di affitto, con efficacia 1° ottobre 2009, ed il preliminare di acquisto del ramo di azienda Sachman, società con sede ed impianti industriali a Reggio Emilia e precedentemente facente parte della Sachman Rambaudi SpA, poi dichiarata fallita lo scorso 22 ottobre 2009. L’acquisizione di Sachman - si legge in una nota - consente a Jobs di ampliare l’offerta e di incrementare le proprie dimensioni, così da migliorare ulteriormente il proprio posizionamento competitivo sui mercati mondiali e mantenere i programmi di sviluppo, di ricerca e di investimento che risulterebbero più difficili, o addirittura impraticabili, con dimensioni aziendali più contenute. Jobs è un’azienda leader a livello mondiale nella realizzazione di centri di fresatura di medio-grandi dimensioni ad alte prestazioni, per lavorazioni a cinque assi sia nel campo dell’altissima velocità che dell’alta potenza e nel 2008 ha conseguito un fatturato di 54 milioni di Euro con 168 dipendenti, oltre a circa 30 tecnici distribuiti sulle controllate estere. I principali clienti Jobs sono i grandi gruppi nei settori aeronautico ed aerospaziale, automobilistico (tutti i design center dei principali costruttori mondiali sono equipaggiati con macchine Jobs), della meccanica generale di precisione, energia e lavorazione compositi, fra i quali Airbus, Alenia, Ansaldo, Audi, BMW, Boeing, Eads, Embraer, Fiat, Ford, Honda, Man Roland, PSA, Renault, Tata, VW. Con l’operazione Sachman - nel 2008 nel consolidato Sachman Rambaudi Spa ha registrato un fatturato di circa 22 milioni di Euro e 80 dipendenti nella sede di Reggio Emilia (successivamente confermati a 56 unità) - Jobs entra decisamente nel mercato della subfornitura di meccanica generale e rafforza la quota di mercato nel mercato italiano nel quale Sachman è presente con una percentuale pari al 60% delle proprie vendite. (AGI)

Mir/Red

ENERGIA: IL GME A KEY ENERGY 2009

Wednesday, October 28th, 2009

(AGI) - Roma, 28 ott. - Il Gestore del Mercato Elettrico , partecipera’, con uno stand (padiglione B7, stand 197), a Key Energy 2009, Fiera Internazionale per l’Energia e la Mobilita’ Sostenibile, il Clima e le Risorse per un Nuovo Sviluppo, che si apre oggi a Rimini e si terra’ fino al 31 ottobre congiuntamente ad Ecomondo.

Il Gme e’ la societa’ che organizza e gestisce il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, conosciuto anche come “Borsa elettrica” (Ipex, Italian Power Exchange), che consente a produttori, grossisti e consumatori di stipulare contratti di acquisto e vendita di energia elettrica per il giorno successivo e, di negoziare blocchi di energia elettrica per la consegna fisica a termine.

Il Gme, inoltre, e’ direttamente impegnato nel favorire l’attuazione delle politiche a tutela dell’ambiente, attraverso l’organizzazione e la gestione del Mercato dei Certificati Verdi (ovvero dei titoli che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile), del Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica (conosciuti comunemente come “certificati bianchi”, che attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti) e di quello delle Unita’ di Emissione (che permette la negoziazione delle unita’ di emissione di gas ad effetto serra assegnate agli impianti industriali regolati dalla Direttiva 2003/87/CE). Il Gestore del mercato elettrico sara’, inoltre, presente con un desk (n. 133) presso la Carbon Area, sezione della fiera appositamente dedicata al mercato dei crediti di carbonio, dove sara’ possibile approfondire il mercato delle Unita’ di Emissione organizzato e gestito dal Gme. (AGI)

Red/Ila