(AGI) - Roma, 2 set. - Allarme del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano: “Serve una seria politica industriale”. A
Mestre il Capo dello Stato afferma: “Penso che sia venuto il
momento che l’Italia si dia una seria politica industriale nel
quadro europeo, secondo le grandi coordinate dell’integrazione
europea. Abbiamo bisogno di questa politica industriale per
l’occupazione e per i giovani, giovani che sono per noi motivo
principale di preoccupazione, attorno alla questione
dell’occupazione giovanile si stringono i nodi dell’economia.
Dobbiamo dare delle risposte su tutti questi terreni tenendo
conto dei limiti stretti in cui si muove l’azione pubblica e
tenendo conto delle risorse nel bilancio dello Stato, punto
ineludibile per governo e opposizione”. Napolitano torna poi
sulla vacanza al ministero dello Sviluppo economico e ai
giornalisti, con una battuta, risponde: “Va bene, allora passo
la voce…”.
Le parole del Capo dello Stato non sono piaciute al
presidente della commissione Giustizia al Senato, Filippo
Berselli (Pdl): “Nessuno mette in discussione le prerogative
del Capo dello Stato, pero’, credo che non possano in nessun
modo interferire con quelle che sono le prerogative del
Parlamento”. Ma nella maggioranza resta aperto il fronte della
polemica tra Pdl e finiani: “Il processo breve - dice il
capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto - rientra sotto
la voce giustizia, uno dei punti di chiarimento del confronto
politico molto serrato con Fli”. Il sindaco di Roma, Gianni
Alemanno, afferma: e’ arrivato “il momento della
responsabilita’” ed e’ necessario un “cessate il fuoco”,
perche’ “e’ impensabile che una trattativa cosi’ difficile come
quella che si sta svolgendo per vedere se c’e’ ancora una
maggioranza di governo, si faccia sotto i bombardamenti” e i
finiani la smettano “di fare il continuo controcanto a tutte le
iniziative del governo”.
Per il coordinatore del partito,
Sandro Bondi: “E’ indubitabile che non puo’ esistere un
movimento politico articolato in due distinti gruppi
parlamentari. Se si decide di rimanere in un movimento
politico, allora si agisca di conseguenza abbandonando
definitivamente la sterile provocazione quotidiana”.
“Mi pare che il Presidente stia illuminando la situazione con delle affermazioni sempre piu’ chiare - dice invece il segretario del pd, Pier Luigi Bersani - e’ uno scandalo che non ci si stia occupando dei problemi reali del paese”. Abbiamo una crisi industriale rilevantissima, con piccole imprese che saltano, un lavoro giovanile che non c’e’ e non abbiamo un ministro dello sviluppo economico. Mi pare che l’appello sia chiaro. Vogliamo occuparci o no - ha concluso Bersani - dei problemi reali del Paese?”. (AGI) Red