(AGI) - Cagliari, 27 dic. - Il dl “Milleproroghe” dovrebbe essere presentato questa settimana alla Camera per l’approvazione. “Credo che possa ragionevolmente trattarsi dell’ultima proroga concedibile al progetto, a distanza di due anni e mezzo dalla legge 99/2009 che lo rilancio’”, osserva il senatore del Pd Francesco Sanna, eletto nel Sulcis, che il 21 dicembre scorso aveva scritto al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, sollecitando la proroga di un anno da inserire proprio nel dl “Milleprorogoghe”. Al ministro il parlamentare sardo ha chiesto anche di fare il punto in Senato sullo stato del progetto che prevede una gara pubblica per l’assegnazione, da parte della Regione Sardegna, della concessione integrata per l’estrazione del carbone Sulcis, della realizzazione di una centrale elettrica per impiegarlo e di un sito di stoccaggio geologico dell’anidride carbonica prodotta. Nell’agosto 2010 era stato istituto al Mise un gruppo di lavoro ad hoc, il cosiddetto “Progetto Sulcis”, per affiancare la Regione nel predisporre gli atti necessari a concludere l’iter.
“Non e’ possibile che le proroghe si susseguano (questa e’ la quarta)”, osserva Sanna, “senza che il bando internazionale sia indetto, senza conoscerne gli assunti essenziali, senza sapere dello stato dei negoziati in sede europea. Chiederemo anche di sapere, nelle prossime settimane, se il governo ritiene la Regione ancora capace di gestire le complesse procedure di lancio di quest’ambizioso progetto industriale e tecnologico. A vedere i risultati conseguiti nella gestione ordinaria della miniera, io avrei molti dubbi”.
“Ora che l’ulteriore proroga e’ stata inserita nella proposta di decreto mille proroghe non bisogna perdere piu’ nemmeno un giorno di tempo”, ha dichiarato il deputato del Pdl Mauro Pili, ex sindaco di Iglesias ed ex presidente della Regione sarda. “La regione avrebbe dovuto bandire la gara prima del dicembre 2010 e poi, con la proroga dello scorso anno, il termine sarebbe scaduto il 31 dicembre del 2011. Con questa nuova proroga, siamo ormai a tre anni di tempo concessi al progetto Carbosulcis, troppi, considerata l’urgenza di riattivare il piano energetico legato all’utilizzo del carbone. Il rischio e’ che venga bloccato da norme comunitarie sempre piu’ restrittive”.(AGI) Red-Rob