(AGI) - Palermo, 29 nov. - Marcello Cacace e’ il nuovo presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Palermo. E’ stato eletto ieri in tarda serata dall’assemblea. Presidente e amministratore delegato dell’Agr.e.s., azienda leader nel settore della trasformazione industriale di agrumi, Cacace ha 39 anni, si e’ laureato ad Hartford negli Stati Uniti in Science of Business Administration. Sara’ il presidente dei Giovani per il prossimo triennio. Insieme con lui e’ stato il consiglio direttivo degli Industriali Juniores di Palermo, ne fanno parte: Dario Costanzo, Giada D’Agostino, Caterina Di Chiara, Daniele Giordano, Marcello Guajana, Antonella Ingrassia, Pietro La Duca, Fabio Lo Bianco, Luigi Rizzolo, Antonio Spinnato. Congratulazioni e auguri per l’incarico sono arrivati a Cacace da parte del presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno.
Legalita’, sviluppo tra le priorita’ del programma del nuovo presidente dei Giovani, che subentra a Margherita Tomasello. “Le ultime congiunture e i disastri finanziari internazionali meritano profonde riflessioni - ha detto Cacace - il sistema economico e produttivo della regione e del Paese sta cambiando, noi giovani non possiamo permettere che i registi e gli attori di questo cambiamento siano solo i politici e le istituzioni”. Prosegue il nuovo presidente dei Giovani: “Confindustria rappresenta la piu’ grande organizzazione di rappresentanza e tutela dell’industria italiana e il Gruppo Giovani ne rappresenta il futuro e la base propulsiva per l’impresa e per l’economia del domani”. “Negli ultimi anni - ha aggiunto - la stretta collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e imprenditori ha innescato una ribellione epocale. Gli imprenditori si sono coraggiosamente affrancati da retaggi culturali del passato. Noi Giovani adesso dobbiamo saper cogliere il testimone per passarlo alle generazioni future”. L’inadeguatezza delle Infrastrutture viarie, ferroviarie e portuali si traduce in mancanza di competitivita’ sul fronte della logistica: “Bisogna istituire un osservatorio per monitorare lo stato di avanzamento degli interventi”. Poi la formazione: “Uno dei motivi del gap tra l’impresa al Nord e al Sud sta nelle professionalita’ in campo. C’e’ una valanga di fondi destinati alla formazione professionale. Ma l’impiego di queste risorse finora e’ stato privo di ogni buon senso. Il risultato odierno e’ che esistono migliaia di mediocri programmatori che provano a improvvisarsi tornitori, e migliaia di estetiste che si ritrovano a rifare camere d’albergo. E’ necessario che i progetti formativi siano figli di un attento studio delle reali necessita’ professionali del territorio”. (AGI)
Mrg