(AGI) - Palermo, 28 nov. - I carabinieri hanno arrestato Antonino Conigliaro, 32 anni, e Massimiliano Ferranti, 32 anni. I restanti otto provvedimenti sono stati invece notificati a persone che erano gia’ detenute da tempo per altre indagini. Si tratta di Calogero Gio’ Battista Passalacqua, 77 anni, Giuseppe Passalacqua, 33 anni, Angelo Antonino Pipitone, 65 anni, Vincenzo Pipitone, 52 anni, Antonino Pipitone, 39 anni, Giulio Covello, 53 anni, Girolamo Cangialosi, 50 anni, Giuseppe Pecoraro, 33 anni.
L’indagine, coordinata dal pm della dda Gaetano Paci ha ricostruito 40 anni di mafia e pizzo nell’area industriale di Carini e si e’ avvalsa della collaborazione di 9 imprenditori, sostenuti nella loro denuncia dall’associazione antiracket ‘Libero Futuro’. Lo spunto investigativo era venuto da una rapina ad un’azienda dell’Asi di Carini, da dov’erano stati asportati gli incassi di Natale e le tredicesime dei dipendenti. I carabinieri avevano notato la totale assenza di misure di protezione nella ditta e ne avevano chiesto il motivo ai responsabili. Le loro risposta evasive avevano suscitato un sospetto, suffragato dopo qualche mese dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Pulizzi, il quale aveva parlato delle estorsioni subite dalle imprese dell’Asi. Importante, a questo punto, il ruolo di ‘Libero Futuro’, che con i suoi rappresentanti e avvocati ha fornito assistenza agli imprenditori e ha favorito la loro decisione di denunciare gli esattori del ‘pizzo’.
Alcune delle vittime hanno datato i loro primi pagamenti a 40 anni fa. Ricostruite intimidazioni degli anni settanta (cera di candela sparsa in tutto un capannone, bottiglia con fiammiferi davanti all’ingresso della ditta, piccole esplosioni con pochi danni) ma anche piu’ recenti, dlla primavera-estate del 2007, con escavatori bruciati. Tra gli ultimi episodi, il raid nel cantiere di ristrutturazione di un bed&breakfast di via Angelo Morello, nella primavera del 2007, di cui sono indicati come responsabili Gaspare Pulizzi e Ferdinando Gallina. Dopo l’intimidazione, l’impresa verso’ 20 mila euro. (AGI)
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