FIAT: COFFERATI, SCIOPERO GENERALE? SE NON ORA, QUANDO?
Friday, December 31st, 2010(AGI) - Roma, 31 dic. - Lo sciopero generale? “Se non ora, quando?”. Se lo chiede, parlando della vicenda Fiat ma riferendosi in particolare del problema della disoccupazione, Sergio Cofferati in un’intervista ad Articolo 21. Per l’ex leader Cgil, “gli accordi negano la democrazia. Le istituzioni diventano interlocutori ancillari. La difesa dei valori messi in discussione dovrebbe essere un tratto distintivo della sinistra. Sciopero generale se non ora quando?”. In particolare su Pomigliano e Mirafiori, Cofferati spiega che “sono due brutti accordi. Entrambi ledono i diritti individuali e collettivi dei lavoratori interessati. Non c’e’ soltanto un aumento dei carichi di lavoro c’e’ soprattutto una violazione dei diritti sanciti dai contratti nazionali di lavoro. Contratti che, per inciso, non verranno piu’ applicati ne’ a Pomigliano ne’ a Mirafiori. La novita’ che peggiora ulteriormente Mirafiori e’ l’esclusione dall’utilizzo dei diritti contrattuali dell’organizzazione che non ha firmato l’accordo. E’ un inedito, che altera profondamente il sistema della rappresentanza in azienda , riducendo drasticamente la democrazia nei luoghi di lavoro”.
“Gli incrementi modestissimi derivano dal fatto che lavoreranno di piu’ sui turni. Enfatizzare un incremento di 30 euro lordi al mese, per giustificare un accordo negativo, che viola i diritti, e’ un brutto segno dei tempi”, prosegue aggiungendo che “la Fiat assomiglia sempre piu’ a quella degli anni Cinquanta di Valletta. L’azienda non presenta un piano industriale e delle sue scelte non vuole discutere con nessuno, men che meno con le istituzioni che con i fondi per la rottamazione, la cassa integrazione e tutti gli incentivi resi disponibili, hanno dato alla FIAT risorse ingentissime, di gran lunga superiore a quelle date a qualsiasi altra azienda italiana. La Fiat li ripaga trasformandoli in interlocutori ancillari, che dovrebbero occuparsi degli effetti sociali delle sue scelte, cioe’ di trovare delle soluzioni per quelli che verranno espulsi dal ciclo produttivo.” E, poi, sullo sciopero: “sono convinto che il momento sia quello giusto, per promuove uno sciopero generale: non per il “caso” della FIAT, che pure e’ un grandissimo problema. Ma perche’ la disoccupazione sta aumentando e continuera’ a crescere, con un danno rilevante soprattutto per i piu’ giovani e perche’ dal Primo Gennaio milioni di famiglie avranno meno protezione di quelle che avevano prima, in virtu’ dei tagli operati dalla legge Finanziaria del governo Berlusconi-Tremonti. Se un sindacato non fa uno sciopero generale in situazioni come questa, quando lo fara’?”(AGI) Red
