SUD: TREMONTI, PROBLEMA DRAMMATICO; NO A PAESE DIVISO
Monday, February 28th, 2011(AGI) - Brescia, 28 feb. - In Italia non c’e’ declino ma il “drammatico problema” del Mezzogiorno, che e’ oggetto degli sforzi del governo perche’ non si vuole un “Paese diviso”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo oggi pomeriggio a Brescia all’inaugurazione dell’anno accademico dell’universita’.
Tremonti ha lasciato capire che gli sforzi del governo si concentreranno sulla crescita nel Sud. “Il grande problema e’ che il nostro e’ l’unico Paese totalmente duale - ha detto - e l’oggetto dei nostri sforzi e’ quello che sta avvenendo non nelle regioni ricche. Il drammatico problema e’ il Mezzogiorno, e siccome non vogliamo che un Paese duale diventi un Paese diviso dobbiamo guardare empiricamente e moralmente all’impegno che abbiamo in quella parte d’Italia”. Secondo Tremonti “li’ non e’ avvenuto il meglio, ma spero che ci possa essere il meglio”.
Tremonti ricorda la differenza tra lo sviluppo delle regioni del centro-nord e quelle del sud: “Il nord Italia e’ la regione piu’ ricca dell’Europa e quindi del mondo - ha detto - il centro e il nord Italia insieme sono comunque piu’ ricchi della Francia, della Germania, dell’Inghilterra; sono quaranta milioni di persone che costituiscono la sesta potenza industriale mondiale. Il nostro problema e’ il Meridione, siamo l’unico Paese d’Europa con una struttura duale cosi’ forte”.
“Non credo alla retorica del declino del mio Paese - aggiunge il ministro Tremonti - naturalmente ne conosciamo i limiti ma forse dobbiamo avere una visione un po’ piu’ equilibrata. Al nord ci sono lavoro e ricchezza strutturali e consolidate, c’e’ produttivita’ e universita’”.
Tremonti ha infine indicato il modello tedesco come quello da imitare per avere rapporti piu’ saldi e proficui tra industria, ricerca e universita’: “La Germania ha una fortissima connessione storica tra industria e universita’. Questo non vuol dire - scherza - che vogliamo tirar fuori i dividendi dall’universita’. Il tentativo da fare e’ replicare un modello che vede industria e scienza un po’ piu’ insieme di quanto succede da noi. La riforma della scuola tecnica mi sembra il primo buon passaggio in quella direzione. In Italia siamo forse gli unici ad avere una totale detassazione delle spese di ricerca, ma non lo fa quasi nessuno; ho copiato dall’Inghilterra il voucher per le imprese che investono in universita’, ma nessuno sa che ci sono”. (AGI) Gla/Dib/Ros
